Back toDay. 2 giugno

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02 giugno #3Per cominciare: buona Festa della Repubblica, nel 70° anniversario del referendum del 2 giugno 1946. Ora permettete la divagazione del giorno: oggi parliamo di fattucchieri di vario livello. Nel 1743 nasceva il torbido avventuriero Cagliostro, “genio fannullone”, come lo definì Casanova, e grande improvvisatore nell’ambito della magia nera; la sua nascita fu plebea, ma la sua truffaldina scalata sociale costeggiò i massimi ranghi delle aristocrazie europee. Comunque, nonostante la pretesa di nobiltà, i film che hanno sfruttato la sua figura non brillano per il loro elevato rango, benché, nell’omonima pellicola del 1949, Cagliostro – al secolo Giuseppe Balsamo – sia stato interpretato da Orson Welles, che col suo corposo charme nobilitava qualsiasi cosa toccasse (e ne ha toccate di orride).

Molto molto più plebeo è il trattamento riservato al mago truffaldino da “Il ritorno di Cagliostro”, geniale finto-documentario diretto da Ciprì e Maresco nel 2003: Cagliostro è al centro di un film girato da una scalcinatissima casa di produzione sicula, la Trinacria Cinematografica, per volere di un barone spiritato e spiritista; il ruolo principale è affidato a una ex-star hollywoodiana alcoolista inviata in Italia per riciclarsi, o per sfasciarsi.

Nel 1965 moriva “Nannie” Doss – “Nonnina ridacchiante” per la cronaca nera – vedova nera nativa dell’Alabama; una vera calamita nelle inserzioni per cuori solitari e una vera calamità per gli incauti che attirava nella sua rete imbevuta d’arsenico (uccise quattro mariti su cinque, più altre otto vittime nella categoria “varie ed eventuali”).

 

Vuoi mettere assassine suburbane

con maghi dalle truffe sovrumane?

 

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

 

 

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