Memorial Day: un giorno per ricordare le vittime di guerra americane

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Memorial Day: un giorno per ricordare le vittime di guerra americane

Oggi, 29 maggio, ricorre il Memorial Day, un giorno in cui il ricordo fa da protagonista, un giorno in cui l’America dedica specifici gesti di ringraziamento a tutti i caduti in guerra, coloro che hanno speso la loro vita combattendo in nome della libertà del proprio Paese.

Memorial Day: un giorno per ricordare le vittime di guerra americaneI cimiteri si riempiono di persone che vanno a rendere omaggio, non solamente ai propri famigliari bensì a tutti gli eroi nazionali, ponendo vicino alle loro tombe bandiere americane o fiori in segno di rispetto e ringraziamento per il sacrificio. Parate e cerimonie sono sempre state presenti in questa giornata particolare per il popolo americano, una ricorrenza che è sempre caduta nell’ultimo lunedì di maggio. Purtroppo, negli ultimi anni, anche il popolo americano – noto a tutti per l’attaccamento alle sue tradizioni e al vigoroso sentimento patriottico – ha iniziato ad allontanare il proprio senso di partecipazione verso questa giornata dal profondo significato storico e valore umano, comunitario. Dal 1775 circa 1.8 milioni di uomini hanno dato la propria vita per la grande America, sembrerebbe un dovere morale ricordare e manifestare la propria gratitudine verso i combattenti che nell’arco della lunga e travagliata storia americana hanno dimostrato il proprio coraggio. Infatti l’aver istituito il Memorial Day è stata una richiesta del popolo americano stesso, che ha avuto genesi in seguito alla Guerra Civile, in quel forte e sentito desiderio di onorare le morti.

La prima proclamazione ufficiale del Memorial Day risale al 5 maggio 1868 da parte del Generale John Logan, il comandate nazionale della Grande Armata repubblicana:

The 30th day of May, 1868, is designated for the purpose of strewing with flowers or otherwise decorating the graves of comrades who died in defense of their country during the late rebellion, and whose bodies now lie in almost every city, village, and hamlet church-yard in the land. In this observance no form of ceremony is prescribed, but posts and comrades will in their own way arrange such fitting services and testimonials of respect as circumstances may permit.

Decorare, insomma, con fiori o in altri modi i luoghi di sepoltura, suggerì il Generale. Originariamente, infatti, il Memorial Day venne battezzato come Decoration Day, per sottolineare la pratica di ornare i luoghi di sepoltura dei soldati americani.

In un primo momento, gli stati del Sud si rifiutarono di celebrare una simile giornata, questo fino al momento in cui venne stabilito che il Memorial Day sarebbe stato dedicato ed esteso – a seguito della Prima Guerra Mondiale – non più solamente ai combattenti morti durante la Guerra Civile americana ma includendo nelle commemorazioni i caduti in ogni battaglia, di qualsiasi momento storico.

E il simbolo di questo importante momento di ricordo nazionale, è, grazie a Moina Belle Michael (insegnante americana, nata nel 1869 e scomparsa nel 1944) la quale viene associata senza indugi da tutti gli americani al delicato emblema del papavero rosso, al red poppy, che dai primi anni del Novecento inizia a spargere il proprio profumo per le strade americane. L’usanza ormai storica del fiore da indossare in questa rilevante giornata si è sviluppata e calata in una vera e propria opera di solidarietà: si vendono così, ora, papaveri rossi per donare in beneficienza ogni ricavato. E questa rilevante iniziativa ha preso piede ormai anche in Europa, dove orfani e vedove di guerra in critiche situazioni di vita vengono aiutati con il ricavato della vendita di questi fiori a partire dagli anni ’20, venduti, inoltre, ufficialmente dalla VFW (Veterans of Foreign Wars), l’associazione dedicata al sostegno dei famigliari di vittime di guerra e dei sopravvissuti ai traumi delle battaglie.

Memorial Day: un giorno per ricordare le vittime di guerra americaneOgni giorno ormai – quasi fosse una barzelletta – sentiamo sorgere nuove Giornate Nazionali istituite per ricordare ogni più che minimo aspetto delle nostre vite, talvolta senza nemmeno essere al corrente di dover soffermare il nostro pensiero su certe ricorrenze. Ma sono giorni come oggi, come il Memorial Day che devono invece bloccare il flusso di riflessioni quotidianamente frenetiche e pensare che davvero tutto ciò che abbiamo oggi è frutto di sacrificio d’altri che sono vissuti prima di noi. Che i celebranti siano americani o non americani, è sempre buona cosa conoscere le tradizioni di un popolo, perché, in fin dei conti, la storia è stata fatta dagli uomini, di qualsiasi continente o nazione. Ed è una vera tristezza leggere che ricorrenze come il Memorial Day stiano perdendo la presa sugli animi degli americani, perché se c’è qualcosa che non potrà mai scomparire dal suolo della propria patria è il sangue versato dei suoi combattenti, che rimane impregnato sotto i propri piedi nel terreno su cui si vive.

Proprio come cita Moine Belle Michael nei suoi versi del 1915 in In Flanders Field: «That blood of heroes never dies», il sangue degli eroi non muore mai.

Sabrina Pessina per MIfacciodiCultura

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