“Women Priests Project”: gli scatti di Giulia Bianchi esposti per le strade di Roma

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Women Priests Project: gli scatti di Giulia Bianchi esposti per le strade di Roma

Giulia BianchiQuest’oggi nei pressi del Vaticano, verrà inaugurata un’esplosione molto particolare: affissi per le vie di Roma come manifesti qualunque, troviamo i significativi scatti di Giulia Bianchi. La fotografa ha voluto immortalare le cosiddette donne prete in giro per il mondo e le loro storie finalmente giungono nella sede più appropriata, ovvero nei pressi della città-stato papale, con l’intento di sensibilizzare più che di provocare, sull’onda dell’apertura di Papa Francesco al sacerdozio femminile.

Il Women Priests Project ha portato Bianchi in giro per il globo per raccogliere le testimonianze di queste donne determinate nel loro intento nonostante la scomunica da parte della Chiesa ufficiale, visto che come ben sappiamo per le donne è vietato divenire sacerdote, quindi dire la messa e conferire i sacramenti.
Quando ero alle elementari chiesi alla mia insegnante, una donna molto religiosa, probabilmente una suora laica, come mai le donne non potessero diventare preti, vescovi, cardinali, papi. A una domanda forse spiazzante visto che metteva in discussione una consuetudine quasi dogmatica, la risposta fu: solo gli uomini possono diventare preti perché solo uomini erano presenti all’ultima cena. A parte le considerazioni alla Dan Brown e le domande retoriche su chi effettivamente apparecchiò, cucinò e sparecchiò la famosa tavola, la risposta mai mi convinse del tutto: era un modo per evitare di spiegare una questione spinosa basata su pregiudizi legati al sesso di una persona, troppo complicata da spiegare a una bambina di 8 anni. Ma quindi la reale motivazione, qual è?

Hai dato alla Vergine un Cuore Nuovoposters_michelle (1), questo il nome della serie di fotografie, vuole rendere consapevoli e non polemizzare sulla questione, mostrando 70 delle 150 donne, prevalentemente ex-suore e teologhe, che hanno scelto in nome della Fede di contrastare regole secolari impari.

I manifesti, appesi nei quartieri di Trastevere, Borgo Santo Spirito e Prati, sono accompagnati dall’hashtag #OrdainWomen e da citazioni a Santa Caterina oppure messaggi legati alla causa come «Alcune donne disobbediscono». Ma quelle di Bianchi sono fotografie garbate, tanto che anche dal Campidoglio ha ricevuto complimenti per l’originalità e la sensibilità col quale l’argomento è stato trattato.

Questa street exposition è stata organizzata proprio in questo periodo per coincidere con il Jubilee for Women Priests organizzato dall’associazione americana Women Ordination Worldwide, che ha alle spalle una quarantennale attività circa la richiesta di uguaglianza di ruoli nella Chiesa cattolica. Interessante sottolineare che l’associazione sia statunitense e non europea: forse il Vecchio Continente, troppo legato alla tradizione e conservatore, non è ancora effettivamente pronto ad una rivoluzione del genere, mentre in America, dove l’azione è il motore di tutto, si è riusciti a superare questi ostacoli culturali in favore del fondamentale concetto di uguaglianza. Insomma, i diritti sono più importanti delle regole millenarie fondate su principi decisamente arcaici.

L’associazione Women Ordination Conference sta ovviamente sostenendo il lavoro di Giulia Bianchi, che a sua volta invita a partecipare alla Giubileo delle donne prete, superando i tabù.

posters_alta (1)Se ancora qualcuno avesse dei dubbi sulla validità artistica e sulla forza comunicativa del mezzo questa è l’occasione giusta per capire il ruolo e la legittimità della fotografia come forma d’arte. Questa inoltre ha un valore aggiunto: la comunicazione del messaggio, se possibile, è ancora più diretta che nell’arte, colpendo lo spettatore direttamente senza metafore, simboli, rimandi e allusioni. O meglio, tutte queste sono presenti anche nella fotografia, ma sono da sostegno al soggetto immortalato.

Dunque, tra volti di gioia, serenità, determinazione, concentrazione e sicurezza del proprio credo, Giulia Bianchi ci ha raccontato una realtà sempre più diffusa che via a via si sta radicando nel pensiero di sempre più persone, sottolineando un dato di fatto che evidentemente non si è ancora palesato agli occhi di troppe persone: uomini e donne hanno pari dignità e abilità, perché mai agli occhi del Signore il sesso dovrebbe limitare le capacità di diffondere la fede, di dare i sacramenti o di dire messa?

Le recenti parole del Papa speriamo non rimangano solo l’esternazione di un pontefice troppo moderno per una Chiesa ancora restia al cambiamento e che le immagini della serie Hai dato alla Vergine un Cuore Nuovo possano stimolare un pensiero, una riflessione e, perché no, un’azione.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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