E-motion Pictures – Christopher Lee

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E-motion Pictures – Christopher Lee

Ho conosciuto Christopher Lee a 13 anni, quando l’ho visto per la prima volta nei panni alteri e terrificanti di Saruman il Bianco, seduto sul trono della tetra sala della sua fortezza. Un suo solo sguardo, anche quando si fingeva uno dei buoni, aveva il potere di spaventarmi: se avessi avuto un po’ più di cultura cinematografica avrei saputo riconoscere, in quelle occhiate glaciali, uno degli attori più cattivi di tutti i tempi e avrei capito sin dall’inizio che Saruman avrebbe presto tradito la Compagnia dell’Anello.

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C. Lee in Dracula

Christopher Lee moriva un anno fa all’età di 93 anni a causa di problemi cardiaci, lasciando dietro di sé circa sessanta anni di carriera onorata, ammirata e inimitabile. Il suo curriculum è pieno di cattivi, cattivissimi e criminali: Lee è stato il villain per eccellenza di buona parte del cinema contemporaneo e si è aggiudicato ruoli che definire iconici sarebbe riduttivo. Ha indossato il mantello di Dracula nella serie Hammer dedicata al vampiro di Stoker, è stato Frankenstein, ma anche la Mummia, l’antagonista di James Bond, il Conte Dooku in Star Wars. Ha lavorato con Martin Scorsese, Tim Burton, Peter Jackson ed è riuscito a farlo senza mai cadere vittima di una stereotipizzazione che non avrebbe mai abbandonato attori meno capaci di lui.

Perché sì, Lee è stato quasi sempre il cattivo, ma è stato un cattivo unico nel suo genere. Ogni villain che impersonava aveva qualcosa di nuovo, e di diverso, rispetto a quello precedente: persino il suo Dracula perde un po’ del suo spessore solo verso la fine della serie Hammer, quando Lee stesso lo abbandonò perché ormai non aveva più nulla di nuovo da dire. Con la sua voce cavernosa e la presenza impressionante (era alto più di 190 centimetri), riusciva a bucare lo schermo, a trasformare una minaccia in un vero, genuino brivido lungo la schiena, a risvegliare fantasmi e vecchi incubi, ritagliandosi un posto nell’immaginario collettivo per la bravura e la significatività dei suoi ruoli. Ma sarebbe ingiusto ricordarlo solo per i suoi ruoli da villain. Christopher Lee è stato anche il generoso libraio in Hugo di Scorsese ed è significativo che per un ruolo così piccolo – o, come amava definirli Lee, un ruolo breve -, in un film dedicato al potere eterno del cinema, Scorsese abbia scelto proprio lui, con tutto il suo bagaglio di leggendarietà che ha fatto la storia della settima arte. Fa specie pensare che l’Academy non lo abbia mai riconosciuto non con un Oscar, ma neanche con una nomination.

C. Lee in Saruman
C. Lee in Saruman

Attore indimenticabile, senza dubbio, ma ancora di più una persona ricca di fascino: all’età di 88 anni il cavaliere dell’impero britannico ha prestato la sua voce alla band heavy metal Manowar e non è difficile pensare, anche per chi non è un fan, che l’accento inglese e il tono lugubre abbiano reso giustizia al genere. Peter Jackson, che lo ha diretto nella trilogia del Signore degli Anelli, ha ricordato, nel suo commiato personale, come Lee amava raccontare alcuni episodi della sua vita – una vita davvero fenomenale, degna di un film: Christopher Lee è stato un uomo di cinema e di teatro ma prima di questo è stato un soldato che ha combattuto sul fronte finlandese contro l’URSS e una spia dei servizi segreti britannici durante la Seconda Guerra Mondiale, un cacciatore di criminali nazisti e di terroristi. È stato un poliglotta che parlava inglese, francese, spagnolo, tedesco, greco, svedese, russo, cinese e italiano, di cui portava con sé un po’ di geni – sua madre era una contessa delle parti di Modena.

Morendo, Christopher Lee lascia un posto incolmabile. Non ci sarà mai nessun altro capace, come lui, di spaventarci e affascinarci.

Giulio Scollo per MIfacciodiCultura

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