L’inesorabile scorrere del tempo: l’indagine dell’arte contemporanea in mostra al Macro

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L’inesorabile scorrere del tempo: l’indagine dell’arte contemporanea in mostra al Macro

alighiero-boetti-dall-oggi-al-domaniDall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea è la mostra che inaugurata lo scorso 30 aprile (che durerà fino al 2 ottobre) presso la sede di via Nizza del museo Macro di Roma, curata da Antonella Sbrilli e Maria Grazia Tolomeo, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzata con il contributo di Bulgari.

Il titolo dell’esposizione si rifà ad un’opera di Alighiero Boetti, ma oltre a lui ci saranno in mostra Balla, Cattelan, Mambor, Novelli e Ceroli in un percorso narrativo formato da 70 opere che esplica la riflessione di questi artisti circa lo scorrere del tempo. Questo tema, da sempre caro all’arte, si è fatto più importante ed in un certo senso opprimente nel corso XX secolo, durante il quale le concezioni di ritmo vitale ed esistenza sono drasticamente cambiate, soprattutto in relazione alla morte.

Come l’uomo misura il tempo? come cerca di contrastarlo? come lo manipola? Sono solo alcune delle domande alla quale l’arte ha cercato di rispondere, analizzando la piccolezza dell’uomo nei confronti di una forza inesorabile che ancora non è riuscito a governare. D’altronde l’uomo misura lo scorrere dei giorni ancora con metodi antichi, come il calendario gregoriano, introdotto nel 1582, e la divisione in 12 mesi e i giorni raggruppati a settimane, dove i nomi risentono ancora dell’influenza latina e del culto religioso pagano. Per non parlare dell’orologio, intorno al quale ancora ruota tutto, instancabilmente.

calendarioLa mostra inoltre vuole indagare sull’effetto di internet sulle nostre vite, come ha cambiato il ritmo vitale, se l’ha velocizzato o dilatato, di come abbia dato la spinta definitiva a rendere l’esistenza umana non più ciclica ma continua, sempre sveglia, sempre attiva. Il tempo per il riposo e considerato perso.

Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea sarà divisa in base a macro-temi, ognuno dei quali riporterà le opere degli artisti che li hanno trattati utilizzando le più disparate tecniche, dalla pittura alla scultura, dal ricamo alla scrittura: RitmiOggi, Domani (Boetti, Ceroli, Mattiacci, Spinelli); Giornate di lavoro (Opalka, Pietrella, Adami, Blank, Giovannoni); Date (On Kawara, Vezzoli, Darboven, Comani); Date speciali (De Dominicis, Closky, Albani, Sebregondi, Bertozzi&Casoni, Pignotti, Fois); Calendari (Boetti, Novelli, Miccini, Ori, Ghirri, Abate, Mambor, Mari, Cattelan, Neuenschwander, Camoni); Diari (Breakwell, Rubio, AOS); Passaggi (Vaccari, Vautier, Baruchello, Benetta); 24 ore (Almond, Shemilt & Partridge, Camporesi). Inoltre sono previste le opere site specific di due artisti, ovvero Manfredi Beninati e Daniele Puppi Caccavale. In mostra anche le campagne pubblicitarie storiche di Bulgari, sponsor dell’esposizione, dedicate agli orologi. Sarà inoltre esposta l’installazione creata per la maison dall’architetta recentemente scomparsa Zaha Hadid, che con Roma ha un legame particolarmente profondo, avendo progettato il MAXXI: l’installazione è nel pieno stile di Hadid, sinuosa e sensuale, e si rifà al serpente, simbolo dell’eternità del tempo (Uroboro).

Molte saranno le attività, tra eventi e coinvolgimento social, che caratterizzano questa mostra, che vuole essere una critica del proprio tempo nel quale però si inserisce e ne sfrutta le potenzialità positive.

tempoDall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea racconta del mondo occidentale e di come sia cambiato nel corso del Secolo Breve, di come i ritmi soprattutto del lavoro si siano modificati, della percezione che abbiamo noi delle ore e della velocità con le quali vanno vissute. Ci racconta di un’esistenza passata dall’essere scandita dal suono delle campane all’esserlo dalle tantissime cose da fare, persone da incontrare, interessi da assecondare, stimoli da interpretare. Tutta questa velocità ha reso la nostra esistenza più piena o la sta solo bruciando più in fretta?

Ma anche l’uomo stesso si sta rendendo conto che l’iper-lavoro e l’iper-attività bruciando il vissuto reale: lo dimostrano le aziende che hanno scelto di eliminare gli orari d’ufficio e lavorare ad obiettivi lasciando la libera organizzazione del tempo dei lavoratori, e tutte quelle persone che abbandonano le città e i luoghi urbanizzati a favore di realtà bucoliche dove il tempo è sempre e comunque gestito dalla natura.

Qual è la miglior soluzione? Qual è il ritmo giusto per l’essere umano? Ai posteri l’ardua sentenza, o meglio: inutile è accanirsi, il tempo vincerà sempre sull’uomo.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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