Le opere di Igor Mitoraj a Pompei comunicano con il passato attraverso un presente scultoreo

0 1.201

Le opere di Igor Mitoraj a Pompei comunicano con il passato attraverso un presente scultoreo

La bellezza di qualsiasi tipo, nel suo sviluppo supremo, eccita sempre l’anima sensibile fino alle lacrime.

Edgar Allan Poe

163841462-5d389339-b7d3-408b-acb2-d0ee75ca5ca9Pompei nella sua storia ha accolto le forme comunicative di tutte le culture che l’hanno toccata. Oggi questo luogo, più vivo che mai, abbraccia il presente potente e materico delle trenta sculture di Igor Mitoraj, visitabili fino all’8 gennaio 2017.

Nato nel 1944 in Germania da genitori polacchi, vissuto poi a Cracovia, Mitoraj ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti. Nel ’68 si trasferisce a Parigi dove riprende gli studi, realizza la sua prima personale da scultore ed apre un suo studio dove lavora a bronzi e terrecotte. Nella capitale francese morirà il 6 ottobre 2014.

Il 14 maggio con il vernissage si sono ufficialmente aperte le porte del passato per accogliere un progetto scultoreo comunicativo di forte impatto visivo: curata dalla soprintendenza speciale di Pompei insieme con l’Atelier Mitoraj di Pietrasanta e la Galleria d’arte Contini, promosso dalla Fondazione Terzo Pilastro, questa esposizione vede un precedente nella mostra allestita nel 2011 nella Valle dei Templi di Agrigento ma anche in quella dei Mercati di Traiano a Roma, ed è stata a lungo sognata dall’artista.
Sotto l’occhio attento di Luca Pizzi (dell’atelier Mitoraj) le colossali opere dominano il paesaggio del sito archeologico campano, creando un legame visivo tra la storia ormai passata e quanto vive tra le rovine di una città ancora troppo viva per dirsi morta.

185150349-058affdd-2546-4261-8a9a-2965a57978dfPompei, vede sorgere se stessa ogni giorno e nel silenzio degli ampi spazi che la determinano, nel flusso massiccio di turisti che la visitano, permette a pieno la comunicazione con il presente attraverso questo allestimento, studiato per rendere la fusione di due realtà temporali diverse senza però lasciare ad una la sopraffazione sull’altra.

«Non ci sono teorie, non ci sono spiegazioni. Le opere si impongono a me, io sono il loro schiavo», affermava l’artista nel descrivere i suoi lavori: le figure vedono il loro essere nelle persone attuali, quelle che vivono il nostro tempo.

Dal Tempio di Venere alla Basilica e al Foro, da Via dell’Abbondanza alle Terme Stabiane, dal Foro Triangolare fino al Quadriportico dei Teatri, enormi volti, guerrieri fieri e feriti accolgono i visitatori per raccontare, meglio di chiunque altro, in un sottile mormorio vicende d’onore, storie di passioni e faccende di vita quotidiana che colpiscono ancora, oltre lo scorrere inesorabile del tempo, narrando una storia universale e sottolineando la rilevanza della cultura classica nella nostra contemporaneità.

Igor-Mitoraj-a-PompeiMitoraj attraverso i suoi giganti porta la bellezza classica ad “urlare” la sua esistenza: forte, fiera, incisiva, su quella odierna; effimera, incostante, labile, temporanea.

Le sue opere “ingabbiate” in un museo non avrebbero mai avuto la stessa risonanza espressiva e comunicativa: esse sono nate e pensate per lo spazio illimitato, ed averle a Pompei non solo conferisce alle stesse maggiore respiro artistico, ma è come se fossero parte della città stessa, come se fossero state lì ad assistere alla storia.

Sono colossi, evocazioni di verità, che hanno attraversato la materia, hanno definito un nuovo tempo e hanno risvegliato il passato.

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.