“FuturBalla 1913-1918”: Giacomo Balla in una stanza alla Fondazione Pasquinelli

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FuturBalla 1913-1918: Giacomo Balla in una stanza alla Fondazione Pasquinelli

Giacomo BallaRitorna il consueto appuntamento con il ciclo di mostre L’arte in una stanza presso la Fondazione Pasquinelli in corso Magenta 42, con FuturBalla 1913-1918. Per chi stesse sentendo per la prima volta di questa iniziativa, si tratta di una serie di sette mostre temporanee allestite dalla Fondazione, arricchite da letture, conferenze, laboratori e incontri. Le esposizioni sono cominciate nel 2014 e continueranno fino all’autunno del 2017, mentre quella attuale sarà visitabile dal 22 aprile al 4 giugno.

La Fondazione nasce nel 2011, dall’esperienza di vita di Francesco Pasquinelli, un imprenditore milanese talmente appassionato di arte, musica e cultura che si dedicò attivamente alla collezione di quadri e opere artistiche, seguendo il puro e semplice piacere visivo. I dipinti che vengono mostrati al pubblico attraverso varie esposizioni sono quelli da lui raccolti nel corso degli anni. L’intento è quello di un comune godimento della bellezza, un invito rivolto in particolar modo ai giovani, per far in modo che entrino in contatto con la cultura, che si incuriosiscano, che si sentano stimolati. L’interesse per i più piccoli è evidente anche dalla ricca offerta di iniziative per le famiglie e per le scuole, come le visite guidate in compagnia di un cane al guinzaglio e di una bambina che corre sul balcone.

futurballaOgnuna di queste mostre segue una tematica, una tendenza o, come in questo caso, l’opera di un singolo artista. Le opere sono rigorosamente racchiuse in una sola stanza, come suggerisce il titolo L’arte in una stanza. La scelta dell’ambientazione non è casuale, ma vuole mettere in luce l’aspetto quotidiano e civile dell’arte.

L’artista dopo che ha lavorato deve sentirsi stanco, eccitato, qualche volta felice e quasi sempre insoddisfatto.

Queste le parole che usa Giacomo Balla per descrivere il lavoro del pittore. I suoi quadri sono una ricerca della velocità, una continua tensione verso il dinamismo, la forza, la violenza. Balla nasce a Torino nel 1871 e, rimasto orfano, inizia a frequentare l’Accademia Albertina, per poi trasferirsi a Roma e dedicarsi esclusivamente alla pittura. Fervido sostenitore del Futurismo, firma numerosi manifesti, dei quali il più ambizioso è ovviamente Ricostruzione futurista dell’universo, assieme a Fortunato Depero; questo documento testimonia la volontà del Futurismo di ridefinire ogni campo artistico con le sue innovazioni, figlie della recente rivoluzione industriale. FuturBalla, come si è soprannominato, è il primo ad apprezzare e approfondire la tecnica divisionista e diffonderla tra i futuristi: Boccioni, Severini, Sironi, tutti questi subiscono il fascino della sua pittura e lo prendono come modello. Ma il pittore non rimarrà fedele al movimento per tutta la vita. Infatti, negli anni Trenta, torna alla pittura figurativa, rappresentando soprattutto paesaggi e ritratti. Si spegne a Roma, il primo marzo 1958.

Ricostruzione futurista dell'universoSono tre i pezzi esposti, tutti di grande qualità, che provano la capacità dell’artista torinese di incorniciare la velocità in immagini immobili e statiche. Vengono corredati da manifesti originali, prestito del Centro Apice dell’Università di Milano, per ricreare il clima frenetico e rovente dei primi del Novecento. Si cerca di riproporre, dunque, quel fervente desiderio di movimento, di rapidità, d’innovazione che caratterizzò quegli anni, ma racchiuso nella familiarità e nella semplicità di una singola stanza.

 

Alice Di Bella per MIfacciodiCultura

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