Italia nascosta – Borgo medievale di Olera

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Italia nascosta – Borgo medievale di Olera


Il piccolo borgo medievale di Olera in provincia di Bergamo si trova in un contesto naturalistico di pregio ad un altitudine di quasi 600 metri in una piccola valletta laterale della Valle Seriana
È composto da un insieme di case di pietra e viuzze in cui le auto non vi passano e tutto ciò ci catapulta in un’altra epoca e in un altro stile di vita.

IMG_4560 (1)Seppur minuscolo, questo paese possiede una storia che risale a tempi lontani come attestano varie carte presenti alla Biblioteca Civica di Bergamo e sopravvissute allo scorrere del tempo. Rimane traccia di un certo Alberto Acerbis, discendente da una della più ricche e antiche famiglie bergamasche, che fece costruire nel 1296 nella sua Villa d’Olera la propria dimora e una chiesa. Certamente questa iniziativa fu importante per l’organizzazione del piccolo paese, ma Alberto Acerbis non può essere considerato il suo vero fondatore.

Rintracciare il periodo e il motivo per cui fu fondata Olera è pressoché impossibile. Certamente risale a prima dell’anno 1165 o forse addirittura all’età romana, si potrebbe anzi avanzare l’ipotesi che il paese fu un posto di controllo sulla Via Mercatorum, una tra le più importanti vie commerciali romane.

Dato il suo passato non indifferente è stato scelto di valorizzare il paese organizzando visite guidate gratuite svolte da operatori culturali ogni prima domenica del mese, Olera viene così visitata anche da molti gruppi provenienti da fuori provincia spinti in particolar modo dalla presenza della Basilica di San Martino ad Alzano, un edificio barocco che stupisce per la sua grande ricchezza.

La manifestazione Arte e Buoi che si svolge annualmente con prodotti d’artigianato a km 0 non fa che incrementare quel turismo consapevole sempre in maggiore crescita e che tanto giova alle piccole, ma pregevoli realtà italiane. A scopo turistico è stato infatti anche riqualificato l’ex asilo edificato nel 1912 e ora adibito ad Ostello.

Ulteriore motivo di visita è che proprio da questo borgo viene Fra Tommaso, beatificato nel 2012. Per approfondire la conoscenza di questo importante personaggio locale è stato creato un centro studi nell’antico torchio parrocchiale, delle stanze che anticamente la parrocchia concedeva al popolo per fare il vino pretendendo come unico pagamento le vinacce.

polittico (1)Il Borgo presenta un buon stato di conservazione e il suo carattere storico si può cogliere al primo sguardo, ma non è purtroppo rimasto immune da scempi che rischiano di minarne l’autentico spirito.

Olera trovandosi in un area collinare di grande rilievo è tutelata dal Piano di Governo, ma la tutela sarebbe potuta essere migliore se il paese avesse acconsentito a legarsi al vicino Parco dei Colli di Bergamo; la popolazione in quell’occasione fu però fermamente contraria per paura dei troppi vincoli costruttivi e per i grandi oneri che il comune avrebbe dovuto sborsare. Nonostante ciò Alzano ha imposto vincoli forti alla sua frazione e sono stati messi in moto alcuni progetti in collaborazione con le scuole del territorio con il coinvolgimento dei bambini al fine di valorizzare le passeggiate intorno al borgo puntando sul target familiare.

Sul territorio ci sono inoltre tre chiese: la chiesa della Santissima Trinità e San Rocco, nonché la più importante San Bartolomeo Apostolo.

Quest’ultima è praticamente un rifacimento dell’antica che sorgeva sullo stesso posto demolita quasi completamente nel 1875.

La chiesa presenta una facciata molto semplice con una muratura in conci di pietra a spacco posati su letti di malta irregolari nella parte inferiore sormontata da una intonacatura dalla tinta pastello. Al centro della facciata vi è il portale d’accesso in stile gotico con cornici in marmo di Zandobbio e ai lati vi sono due finestre piuttosto strette e alte con arco a sesto acuto, sempre di gusto gotico è il rosone sovrastante il portale d’accesso.

Anche internamente domina lo stile gotico, la chiesa presenta una navata centrale con ai lati due navate più strette coperte da voltino a sesto acuto. Il presbiterio termina con un’abside a pianta semi-esagonale ed il soffitto è diviso in due volte a crociera con archi a sesto acuto.

All’interno vi sono varie opere di pregio, ma la più importante è il famoso polittico di Giovan Battista Cima da Conegliano, vissuto tra il 1459/60 ed il 1518, e tra gli unici tre polittici del pittore conservati per intero.

Gli abitanti di Olera erano conosciuti come taglia pietre (il Borgo ne è una testimonianza) ed essendo in quel periodo parte dei possedimenti della Serenissima essi andavano a lavorare a Venezia e, una volta fatta fortuna, riversavano la loro ricchezza nelle proprie parrocchie.

Il polittico di Olera è formato da nove pannelli disposti in tre ordini intorno ad una nicchia contenente una statua lignea raffigurante San Bartolomeo, patrono della parrocchia.

Lo stato di conservazione del polittico può definirsi buono e ciò non fa che aumentarne il pregio e la fama; restaurato nel 2000 in situ dall’ufficio delle Pietre Dure di Firenze, il dipinto è ancora racchiuso nella sua cornice originale intagliata e dorata di manifattura veneziana.

Concludo citando la frase di Vittorio Sgarbi dopo che ebbe visitato il borgo nel 2002:

A Olera la notte è luminosa per la presenza divina,

nell’arte e nella coscienza,

di Cima da Conegliano,

duro contro l’oro.

Andrea Cortinovis per MIfacciodiCultura

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