Roberto Longhi si nasce, artisti come Lotto o Caravaggio si diventa?

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Roberto Longhi si nasce, artisti come Lotto o Caravaggio si diventa?

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San Francesco in meditazione

«Critici si nasce, artisti si diventa» scriveva nel 1929 Roberto Longhi (Alba, 28 dicembre 1890 – Firenze, 3 giugno 1970), prossimo alla pubblicazione dei Quesiti Caravaggeschi. Tanto si è scritto sul più grande storico e critico dell’arte italiana, allievo di Pietro Toesca col quale difese la tesi di laurea proprio su Merisi nel 1911.

Fino al 24 luglio è possibile godere dei tanti capolavori che compongono la collezione personale di Longhi, nel complesso monumentale del Broletto di Novara: la mostra Da Lotto a Caravaggio. La collezione e le ricerche di Roberto Longhi ospita di Caravaggio una delle opere più importanti: San Francesco in meditazione del 1604-1605. L’olio su tela del Museo Civico “Ala Ponzone” di Cremona fu messo in relazione al Caravaggio per la prima volta proprio dallo storico dell’arte nel 1943. Il grande intuito spinse Longhi  più volte a battere strade mai percorse dagli storici che lo avevano preceduto, infatti fu lui a dimostrare come nei pittori lombardi della seconda metà del ‘500 vi fosse stata una ricerca del dato reale, tanto negli effetti di chiaro-scuro quanto nei gesti dei soggetti rappresentati.

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Roberto Longhi

L’esposizione di Novara è stata curata da due donne eccezionali, per talento e zelo quali Mina Gregori e Cristina Bandera. Due donne che hanno dedicato tutta la vita allo studio della storia dell’arte, seguendo l’esempio del grande critico. Hanno reso la Fondazione Longhi un luogo dove ogni pensiero, parola e progetto viene concepito affinché lo studio dell’arte affondi sempre più le radici nella storia dell’umanità.

Nella mostra si evidenzia la modernità e la precoce ricerca realistica di tanti pittori cinque-seicenteschi, basti pensare al sorriso del Giovane con canestro di fiori di Dosso Dossi del 1526: il pittore dipinge questo ragazzo allegro mentre sparge fiori nell’aria. I suoi abiti e il copricapo seguono la moda del momento ma il suo gesto e il volto sono incredibilmente contemporanei. Allo stesso modo stupiscono l’intensità dei ritratti di De Ribera, la luce chiara e divina che avvolge la Natività di Lorenzo Lotto, il dinamismo e la carica espressiva dei giocatori di dadi nella Negazione di Pietro di De Boulogne.

l43-dalottoacaravaggio-160402232440_mediumNell’allestimento è stata ricreata una dimensione intima, la luce calda che si accende su ogni capolavoro ci coinvolge nel dialogo tra le opere che Roberto Longhi seppe interpretare. Novara con questa mostra ha dimostrato ancora una volta che si può allestire una mostra importante per gli studiosi d’arte e al contempo bella per chiunque sa godere della bellezza di opere che faticosamente stavano rivelando l’umanità e la fragilità degli uomini.

Chiedersi perché Longhi acquisì quelle opere e non altre, come affrontò il problema di svelarne l’importanza e di garantire ai posteri di capirne la grandezza, ci da la misura di quanta  forza abbia  il talento di uno storico dell’arte che cerca, confronta, dubita e ricompone instancabilmente, a prescindere da tutto.

Felicia Guida per MIfacciodiCultura

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