Da Marilyn alle drag queen: la Pop Art di Warhol torna a Ferrara

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Da Marilyn alle drag queen: la Pop Art di Warhol torna a Ferrara

Andy Warhol - Ladies and gentlemen
Andy Warhol – Ladies and gentlemen

Quale sarebbe stata la reazione di Andy Warhol se avesse saputo che a ventinove anni dalla sua morte, la sua arte sarebbe tornata a Ferrara senza di lui e che non avrebbe più avuto l’occasione di mangiare il fritto misto all’italiana di cui era andato tanto ghiotto allora?

Il front man dell’arte pop americana ritorna dunque a Ferrara dopo 41 anni di assenza per fare capolino con 8 opere pop, in un piccolo scorcio della piazza ferrarese, lo show-room Mazzacurati Fine Art gestito da Roberto Mazzacurati e Valentina Barotto, da sempre estimatori dell’artista. Era il lontano autunno del 1975 quando Andy Warhol portava le sue opere ancora poco conosciute ad una parte del pubblico italiano, nello spazio espositivo del Palazzo dei Diamanti per la mostra Ladies & Gentlemen, una nuova avventura per l’artista che si distaccò dalla sola rappresentazione dei divi hollywoodiani e dei famosi marchi made in USA, per raffigurare i volti della gente comune e degli emarginati, ritratti delle drag queen, uomini e donne neri, persone che vivono fra le luci delle notti newyorchesi: un grande momento di sperimentazione e analisi provocatoria e artistica delle diversità sessuali e della ricerca di ideali da imitare, che generò lavori di grande impatto sebbene meno note rispetto alle immagini iconiche delle star.

Andy Warhol - Polaroid
Andy Warhol – Polaroid

La mostra, che inaugurerà questo 21 maggio, vuole rendere omaggio all’esposizione di allora ricordandone i capolavori ma anche gli eventi di quelle giornate del 1975, dalla richiesta del letto in stile impero portato da Parigi appositamente per l’artista alla visita turistica fatta alla città e al fascino che le opere del Boldini suscitarono al genio pop, aneddoti dell’epoca ricordati in mostra insieme ad alcune opere di matrice ben più nota oltre a 5 pezzi inediti tra cui ci saranno un ritratto di Marilyn Monroe (1967), un pezzo dedicato ad un volto noto della Factory (il centro di sperimentazione artistica creato da Warhol) l’artista  Joseph Beuys con Beuys loundry bags (1980), e un ritratto dell’architetto Carlo Scarpa realizzata dopo la morte di quest’ultimo (1980). Oltre a questi, saranno esposti un ritratto di Liz Taylor (1964), Flowers (1964) e uno dei dieci ritratti della serie Ladies & Gentlemen (1975).

Andy Warhol - Ritratto di Carlo Scarpa
Andy Warhol – Ritratto di Carlo Scarpa

I ritratti delle star della scena americana, raffigurate come icone per evidenziare il grande ruolo giocato dal pubblico nel dare significato ai soggetti che venivano rappresentati, quelle stelle di stile e modernità, da  Marilyn a  Liz Taylor, solo per citare alcuni volti noti, si esibiscono congiunte ai ritratti di donne e uomini sconosciuti ma resi icone da Warhol, nella medievale città di Ferrara, luogo che tanto affascinò l’artista, città che tanto venne affascinata da quel personaggio enigmatico che invece di rispondere in modo esaustivo alle domande in conferenza stampa, preferiva fotografare tutto e tutti con la Polaroid.

Una città che lo ricorda ancora: alcuni quadri vennero acquistati e affissi alla parete dal gestore di quel ristorante che Warhol tanto frequentò per mangiare il fritto misto, un ritratto di Marilyn del 1964 è conservato nel Torrione di Copparo in provincia di Ferrara e un ritratto di Leo Castelli  è conservato nel Museo Remo Brindisi di Lido di Spina sempre nella provincia ferrarese.

Una grande occasione per conoscere da vicino uno degli artisti più controversi della scena artistica contemporanea, apprezzare le sue icone più note e comprendere le sue opere meno conosciute in un complesso dialogo tra l’artista e l’uomo.

Sara Govoni per MIfacciodiCultura

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