Parole, parole, parole: “Inside” di Fabrizio Dusi indaga sul linguaggio contemporaneo

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Parole, parole, parole: “Inside” di Fabrizio Dusi indaga sul linguaggio contemporaneo

Il Plastic è uno dei più noti ed esclusivi locali di Milano. Dopo 30 anni di onorata carriera nella sua storica sede di viale Umbria, da qualche anno ha trovato casa in via Gargano. Negli spazi adiacenti al club ha aperto PlasMa, ovvero Plastic Modern Art, un luogo dove trovano spazio l’arte contemporanea e i talenti emergenti più intetessanti.

rev158786(1)-oriLa mostra che si sta svolgendo in questo periodo si intitola Inside ed è la personale di Fabrizio Dusi, nato a Sondrio nel 1974, inaugurata la scorso 17 aprile ed in programma fino al 29 maggio, curata da Simone Zeni.

L’artista ha voluto indagare il valore delle parole e l’uso o l’abuso che oggi ne facciamo, poiché oggi viviamo sì immersi nella comunicazione e nella condivisione, ma esse risultano sempre più vuote e prive di significato. Inevitabilmente il web oggi fa da tramite comunicativo indistintamente e illimitatamente, perciò le parole dette e soprattutto scritte, sono molto spesse primitive: non vi è uno studio o un pensiero dietro, sono esternate senza filtri, il che coincide con una comunicazione banale se non debole.

In mostra, tra lavori inediti e già esposti, spicca l’opera dal titolo emblematico Bla Bla Bla, in ceramica coloratissima in pieno stile Dusi, che risente delle influenze del pop e writing. Nello stesso materiale sono anche le opere in mostra che ci raccontato di uomini che quasi vomitano parole, un’ondata di vocaboli urlati: basta fare un giro tra i commenti di qualsiasi social per riscontrarne l’esistenza di queste opinioni scritte senza un pensiero a sostegno, ma solo per poter dire di esserci e di aver affermato il proprio pensiero, senza cercare un dialogo.

Il dialogo costruttivo è fra persone che hanno il desiderio di farsi capire ed altre che vogliono ascoltare, spiega l’artista, se viene a mancare questa volontà saremo sempre soli pur se nella folla.

1apref-dusi-2-1000x600È forse una ricerca disperata d’attenzione questo continuo parlare? Una voglia di creare legami che non trova il modo di agire nel mondo reale? Chissà, forse siamo ancora da troppo poco tempo permeati dal web e della tecnologia per renderci davvero conto di come abbiano stravolto la nostra esistenza, di certo c’è che hanno cambiato il modo di dialogare e relazionarsi. Ma lasciando tutto in mano all’anarchia e all’autogestione, il risultato è stato confusionario oltre che aver dato libero sfogo alle bassezze umane, prima forse celate da pudore e dignità.

Forse internet è un progetto fallito, ma chi sono io per dirlo? Che la mostra Inside ci dia da riflettere: Fabrizio Dusi ha analizzato un aspetto comunicativo che ormai diamo per scontato, perciò meditiamo e guardiamo con spirito più critico l’infinità di parole inutili che scorre sul web e, nel nostro piccolo, proviamo a tornare a soppesare ciò che esce dalla nostra bocca.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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