Michele Placido e i suoi 70 anni: una vita dedicata al cinema

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Michele Placido e i suoi 70 anni: una vita dedicata al cinema

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La piovra

Se si cercasse su un dizionario la parola “poliedrico”, probabilmente si troverebbe l’immagine di Michele Placido e una accurata descrizione della sua carriera. Egli infatti ha saputo, nei suoi tanti anni di attività, cimentarsi in molteplici ruoli, passando dal teatro, al cinema, alle fiction.

Nato ad Ascoli Satriano (Foggia) il 19 maggio 1946, fin da giovane capisce di avere una predisposizione per lo spettacolo, recitando a quattordici anni i celebri dialoghi di Platone nelle piazze della cittadina natale. Dopo la formazione all’Accademica d’Arte Drammatica a Roma, esordisce nel 1970 nella trasposizione dell’Orlando Furioso di Luca Ronconi. Tre anni dopo inizia la sua avventura nel mondo della televisione (Il Picciotto, 1973) e del cinema (Romanzo popolare di Mario Monicelli, 1974). Lavora l’anno successivo anche con Luigi Comencini, padre della Commedia all’Italiana, nel film Mio Dio come sono caduta in basso.

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Sul set di “Romanzo criminale”

Uno degli aspetti principali di Michele Placido è la sua bravura nel vestire ruoli completamente diversi in pellicole diametralmente opposte, passando senza problemi da una commedia a un film drammatico (come sono stati …e tanta paura del 1976 e Tre fratelli del 1981).
Ma la ribalta internazionale Michele Placido la ottiene con l’interpretazione del Commissario Cattani nel telefilm La Piovra nel 1984 di Damiano Damiani. Considerata una delle più famose serie TV italiane nel mondo, è incentrata sui molteplici tentacoli della criminalità organizzata in Italia (da qui appunto il titolo). Lo sfondo delle indagini sono la Sicilia (dove avviene un importante traffico di droga gestito dalla Mafia), Roma (dove si indaga sulla longa manus di una loggia massonica) e Milano (luogo di traffico di armi e di scorie nucleari). Michele Placido reciterà fino alla quarta stagione, deciso a non rimanere troppo legato al personaggio che lo ha reso celebre.

Nel 1989 inizia anche la sua carriera da regista con Pummarò, dove tratta il problema dell’immigrazione vista dagli occhi di Kwaku, alla ricerca disperata del fratello in Italia. I suoi lavori successivi dietro la macchina da presa che hanno avuto successo sono anche Le amiche del cuore (1992), Del perduto amore (1998, dove approfondisce il tema dell’omofobia) e Ovunque sei (2004). Nel 2005 Placido è regista del film Romanzo Criminale, tratto dall’omonimo libro del 2002, ispirato alla storia della banda della Magliana e che riscuote un enorme successo,  portandolo a vincere nel 2006 ben 8 David di Donatello e 5 Nastri d’Argento.

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Gli attori Violante e Brenno, due dei cinque figli di Michele Placido

Il doppio ruolo attore/regista non si esaurisce nel corso degli anni e la recitazione continua ad affiancarsi alla regia. Baaria (2009), Genitori & figli – Agitare bene prima dell’uso (2010) e Amici miei – come tutto ebbe inizio (2011) sono alcuni dei più importanti film dove ha recitato Placido negli ultimi anni. Da regista bisogna sicuramente ricordare Il grande sogno (2009, la storia di alcuni studenti borghesi lottano contro la società capitalista) e Vallanzasca – Gli angeli del male (2010film biografico sul criminale milanese Renato Vallanzasca). Recentemente ha diretto il film La scelta (2015), ispirato dalla commedia L’Innesto di Luigi Pirandello.

Una carriera lunghissima, costellata di premi e successi sia quando si trovava dietro che davanti la cinepresa. Michele Placido ha narrato di tematiche mai banali che hanno saputo regalare emozioni agli spettatori e ha interpretato ruoli sia drammatici che comici, fatto difficilmente riscontrabile in altri attori contemporanei. Una carriera piena di luci, le stesse che lo illuminavano da giovane durante i favolosi dialoghi di Platone.

Marco Gobbi per MIfacciodiCultura

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