Alla scoperta della Via Emilia al festival della Fotografia Europea

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Alla scoperta della Via Emilia al festival della Fotografia Europea

Klaus Kinold, Vedute di paesaggio sula via Emilia (1)
Klaus Kinold, Vedute di paesaggio sula via Emilia

Quest’anno il festival Fotografia Europea, appuntamento importantissimo per tutti gli appassionati di fotografia, ci fa riscoprire il rivoluzionario libro Esplorazioni sulla Via Emilia. Vedute nel paesaggio: questa raccolta di fotografie, edita nel 1986, racconta l’evoluzione del paesaggio lungo la via Emilia. Le immagini e i reperti storici sono stati recuperati da vari archivi e saranno esposti al pubblico fino al 10 luglio. La mostra è a cura di Luigi Ghirri ma vi hanno partecipato anche moltissimi altri appassionati, come Guido Guidi, Klaus Kinold, Gabriele Basilico o Mimmo Jodice.
L’appuntamento principale è ai Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia, ma potete trovare qualcosa di interessante anche allo Spazio Gerra, viaggiando attraverso le discoteche degli anni Ottanta di Gabriele Basilico e a Palazzo da Mosto, con un lavoro sul tema del viaggio. L’iniziativa non si esaurisce a Reggio, ma si sposta anche in altre città: allo Csac di Parma troviamo le immagini di Bruno Stefani e allo spazio espositivo Mast di Bologna possiamo rivivere l’Emilia dei primi operai grazie a circa duecento fotografie, a cura di Urs Stahel.

Guido Guidi,  Bertinoro, 1984 (1)
Guido Guidi, Bertinoro, 1984

La via Emilia fu costruita dal console Marco Emilio Lepido e diede il via alla colonizzazione di massa della fertile pianura padana. Ebbe un’enorme rilevanza per i traffici commerciali, poiché collegava in linea retta Rimini con Piacenza. Oggi coincide, ad eccezione di alcuni tratti, con la strada statale SS 9, che giunge, però, fino a San Donato Milanese. La storia testimonia l’importanza economica e sociale di questa strada, che, proprio per questo motivo, venne scelta per essere il soggetto di un progetto destinato a rivoluzionare la fotografia Esplorazioni sulla Via Emilia. Vedute nel paesaggio.

Il tema era tanto delicato quanto umanamente affascinante: la trasformazione del paesaggio dovuta all’urbanizzazione. Ovunque passi l’uomo lascia un segno, un’impronta, un ricordo. A seguito delle rivoluzioni industriali, questi ricordi sono spesso e volentieri fatti di cemento, mattoni, vetri e asfalto. Lasciamo delle ferite nella natura che lentamente si rimarginano, fino a diventare parte integrante di un nuovo e diverso paesaggio. Talvolta l’uomo è irrispettoso nei confronti di Madre Natura e la modifica con indifferenza, cementifica, inquina, cambia l’identità del luogo e l’habitat di animali e piante.

Gabriele Basilico, dancing in Emilia, 1978 (1)
Gabriele Basilico, dancing in Emilia, 1978

Ma perché Esplorazioni sulla via Emilia fu, a suo tempo, così rivoluzionario? Perché per la prima volta non si rappresentano paesaggi idilliaci, da cartolina, pacatamente magnifici, ma la realtà nuda e cruda, con le sue brutture e i suoi difetti. E’ la realtà quotidiana, sempre in costante divenire. Non furono solo foto, l’iniziativa comprendeva anche racconti di scrittori quali Antonio Tabucchi, Corrado Costa, Giulia Niccolai, Antonio Faeti e Giorgio Messori, una poesia di Tonino Guerra, un film di Nino Criscenti e la musica di Lucio Dalla.

Fotografia Europea è una manifestazione internazionale, che viene promossa dal comune di Reggio Emilia a partire dal 2006. Nasce dall’esigenza di rappresentare la complessità cangiante del reale attraverso quello che viene considerato uno strumento privilegiato, con il quale osservare il mondo da un nuovo punto di vista: la fotografia. Così, ogni anno, vengono coinvolti non solo fotografi, ma anche artisti, filosofi, intellettuali e scrittori, chiamati a confrontarsi su molteplici temi. E quest’anno l’evento è giunto a una maturità tale da poter trattare temi così delicati.

Ma non finisce qui: a Palazzo Magnani vi aspetta un omaggio a Walker Evans, illustre fotografo americano che ha impresso sulla pellicola la miseria e la disperazione del popolo americano durante la crisi del ’29. Viene messo in luce sia il suo lavoro come editor, sia l’influenza della sua fotografia su quella italiana.

Fotografia Europea organizza numerose altre iniziative, basta scoprirle suo sito ufficiale.

Alice Di Bella per MIfacciodiCultura

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