Il misterioso mondo della Corea del Nord in mostra da Deodato Arte

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Il misterioso mondo della Corea del Nord in mostra da Deodato Arte

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Poster di regime, tempera su carta

Corea del Nord: arte e tradizioni di un paese da scoprire, la mostra presso Deodato Arte nella sua sede di via Santa Marta a Milano, visitabile fino al prossimo 31 maggio, è un importante evento di rilevanza internazionale che permette l’incontro diretto con l’arte proveniente da un paese chiuso e restio all’avvicinarsi all’occidente. Una possibilità di dialogo quindi, con un mondo orientale la cui caratteristica distintiva agli occhi esterni è la presenza costante di una autorità di controllo, incarnata in modo preponderante dal Ministero della Difesa, che porta ad una cernita preventiva delle notizie che trapelano dal paese, dandone un’immagine sbiadita, spesso frammentaria. La Corea del Nord è invece creatrice di un’arte ricca di colore ed immagine, che comprende non solo una vasta gamma di soggetti, ma anche una conoscenza ed un uso di tecniche differenti ad ampio raggio.

Questa mostra si propone come un modo per andare a fondo nella conoscenza dell’arte contemporanea nordcoreana la cui nozione è quasi assente nel mondo occidentale, spesso impossibilitato all’accedere ai canali interni di divulgazione del paese. È stato grazie al contributo di Pier Luigi Cecioni, curatore dell’esposizione, che la realizzazione dell’esposizione è stata possibile: la sua collaborazione come mediatore è stata fondamentale affinché Deodato Arte potesse ospitare le opere provenienti dal Mansudae Art Studio di Pyongyang. Quest’ultimo è lo studio che raccoglie l’intera realtà artistica del paese, comprendendo oltre 800 artisti suddivisi in gruppi creativi che, dal 1959, anno della fondazione dello studio, operano e sperimentano le differenti tecniche, visibili anche in mostra.

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Tak Hyo Yon, Coppa del Mondo 1966

Dalla pittura ad olio, sviluppatasi soprattutto negli anni ’60, alla xilografia, passando per le serigrafie fino ad approdare ai più tradizionali e particolari ricami, al jewel painting, che prevede opere realizzate tramite l’uso di pietra preziose e semi-preziose sminuzzate, come si può vedere nell’opera esposta di Jin Tae Sik-Kim Yong Ho Sposa nel giorno delle nozze, e al Korean painting, arte tradizionale orientale dell’inchiostro su carta. Tutte queste tecniche vengono applicate ad una tipologia di arte puramente figurativa: l’astrattismo, figlio delle avanguardie novecentesche, non viene infatti compreso all’interno del dibattito artistico del paese ed anzi spesso viene considerato una sorta di arte ironica di cui ridere, spiega il curatore Pier Luigi Cecioni. La figurazione invece è affrontata in diverse sfaccettature: ha come principali soggetti elementi naturali, che spaziano da tigri a fiori, soffermandosi in modo prevalente sui paesaggi di montagna che caratterizzano l’orografia della Corea del Nord, ma anche figure di calciatori, considerati eroi nazionali, come nel caso dell’opera di Tak Hyo Yon Coppa del Mondo 1966, ritratto del giocatore Pak Doo-ik, autore della vittoria sull’Italia in occasione dei Mondiali che si svolsero in Inghilterra 50 anni fa.

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Kim gang chol, tigre, olio su tela, 2007

Un altro tema largamente affrontato è quello che viene presentato dalle numerose stampe e poster propagandistici di regime. Con colori sgargianti, linee dure e spezzate, e slogan popolari vengono trasmessi gli stilemi dettati dal Realismo Socialista, espressione di una forte ideologia anti-americana resa anche tramite caricature dei soldati occidentali.
Un’espressione che è più libera di quanto si possa però intuire dalla sua fattura, perché, come spiega Cecioni, «il Mansudae Art Studio, non è comunque una fabbrica […] e non è nemmeno una scuola, ma un centro di produzione di arte ai massimi livelli, i cui artisti […] sono quasi tutti laureati in università o accademie».

Presso Deodato Arte si ha quindi l’occasione unica per conoscere l’arte della Corea del Nord, l’occasione per affrontare la conoscenza di un paese di difficile approccio, tramite la visione di una vasta gamma della più significativa produzione artistica che lo rappresenta.

Sara Cusaro per MIfacciodiCultura

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