Migrazioni e integrazioni: storie di ieri e di oggi raccontate da Liu Xiaodong

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Migrazioni e integrazioni: storie di ieri e di oggi raccontate da Liu Xiaodong

1116liu01_G_20101116063726Liu Xiaodong: Migrazioni è la grande mostra personale inaugurata negli spazi della Strozzina di Palazzo Strozzi a Firenze lo scorso 22 aprile e visitabile fino al 19 giugno. L’esposizione è il frutto del lavoro di uno tra i più famosi artisti cinesi contemporanei, Liu Xiaodong, durante un suo periodo di residenza in Toscana tra l’autunno 2015 e la primavera 2016: essa è costituita da 182 opere tra disegni e fotografie, alcuni dipinti e un video-documentario realizzato dall’artista che narra, appunto, del suo anno in Italia, delle esperienze vissute tra le campagne senesi, delle influenze ricevute a diretto contatto con il Rinascimento fiorentino, ma è anche una sorta di diario di viaggio affianco ai migranti, a cui, non a caso è dedicata una consistente parte della mostra.

Nato nella provincia di Liaoning nel 1963 e formatosi a Pechino, Liu Xiaodong è celebre per uno stile molto personale in bilico tra pittura di storia e cronaca del mondo contemporaneo.

Momenti apparentemente banali o eventi quotidiani assumono una epica monumentalità nelle grandi tele di Liu Xiaodong, che diventano fotogrammi di luoghi del mondo segnati da conflitti o tensioni sociali e umane.

12724961_130752707325492_1609629421_nIn una sua intervista ha dichiarato di essere stato influenzato molto dal testo di Greenberg sull’Espressionismo Astratto ed effettivamente i colori pastosi e la matericità del gesto (quasi fauves) non lasciano adito a dubbi riguardo i maestri spirituali di Xiaodong, eppure il soggetto permane, anzi è il protagonista indiscusso. A tal proposito il curatore Francesco Bonami lo definisce un “moderno macchiaiolo“, che «non mette in discussione il contesto ma si limita ad immergervisi».

Origine del progetto per Palazzo Strozzi è il particolare interesse dell’artista per la comunità cinese di Prato, la più popolosa d’Italia e una delle più importanti di Europa, ormai arrivata quasi alla terza generazione. Migrazioni dunque: un interesse etnologico, quasi da entomologo, nel ritrarre i suoi connazionali trasferiti e perfettamente ambientati in un territorio naturale “da cartolina” e, inoltre, un’attenzione particolare al rapporto con nuovi territori e ambienti fisici, geografici e culturali, in riferimento anche ai fatti recenti di crisi ai confini dell’Europa, (lo stesso Liu Xiaodong ha visitato a Bodrum in Turchia e a Kos in Grecia).

L’arrivo di queste persone ha un impatto enorme sull’Europa che deve rapportarsi con questo problema la gente si muove per trovare la pace, ma allo stesso tempo crea problemi e disturba la pace di altre vite, credo che l’Europa debba affrontare questi problemi e risolverli.

L’occhio dell’artista, dunque, non è attento a registrare (servendosi  molto spesso  della fotografia) esclusivamente i “migranti” cinesi, ma anche i refugees provenienti da vari paesi che, firenze-liu-xiaodong-A7BA5VFFcontrariamente ai cinesi, emigrano non per motivi economici, ma sociali, umanitari e politici.

Sono molto angosciato non posso fare altro che dipingerli. Dipingere ciò che vedo. Ma in una società in mutamento non vi è un’unica soluzione, un’unica risposta per placare quest’angoscia. L’Europa ed io siamo entrambi legati a queste angosce.

Come d’altra parte rivela l’alto riconoscimento conferito a Fuocoammare di Gianfranco Rosi o l’importanza mediatica di un concorso fotografico come il World press Photo 2016, oggi si sente un bisogno comune di prestare attenzione a un problema che sta prendendo sempre più i caratteri di un’emergenza umanitaria. E Xiaodong con estrama lucidità ha saputo cogliere le fratture sociali di questi ultimi anni: storie di migrazioni e integrazioni, razzismo e multiculturalità, tradizione e modernità, Oriente e Occidente che da sempre si ritrovano a convivere, mescolandosi in una perfetta concordia discors, proprio come lo Yin e lo Yang.

 

Elena Li Causi per MIfacciodiCultura

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