Italia nascosta – MA*GA di Gallarate

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Italia nascosta – il MA*GA di Gallarate

MAGA (1)Ciò che fino a qualche anno fa mancava alla città di Gallarate era un polo culturale capace di avvicinare alle esperienze artistiche contemporanee i cittadini più e meno giovani del varesotto: mancava il MA*GA. Esisteva un museo istituito nel 1966 con il nome di Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate la cui collezione si formò progressivamente mediante l’acquisto delle opere presentate nelle diverse edizioni del premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate (prima edizione nel 1950), embrione ancora oggi della collezione del MA*GA.

Il premio Gallarate, fondato nel 1949 dall’associazione universitari Gallaratesi guidata da Silvio Zanella, nasce con il preciso scopo di assolvere alla funzione di perenne strumento di aggiornamento per la città. La proposta ottiene infatti l’immediato appoggio dell’amministrazione comunale e la prima edizione del premio è inaugurata il 25 maggio 1950 con la mostra di pittura Dalla figurazione all’astrattismo. Nel 1966 grazie all’interessamento del sindaco Mario Sola viene istituita la Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate con il compito di esporre e conservare le opere raccolte nelle edizioni del premio e il comune della città nomina Silvio Zanella Conservatore e Direttore della galleria.

Nel marzo del 2010 è stato finalmente inaugurato il nuovo spazio espositivo, il MA*GA appunto. Questo dispone di più di 5000 mq ed è un polo per l’arte contemporanea funzionale e propulsivo che permette di organizzare lo spazio in modo flessibile, caratteristica indispensabile per un museo d’arte contemporanea in continua espansione. Ha un ampio spazio per accogliere il pubblico e invitarlo a partecipare a molti eventi di carattere culturale, ciò che caratterizza il MAGA è l’essere qualcosa di più di un semplice museo. Al suo interno si tengono conferenze, laboratori artistici, presentazioni di libri e altre attività culturali, ma forse il più grande merito di questa struttura è l’essere stata in grado di diventare un centro d’incontro e di studio per tanti giovani universitari avvicinandoli allo stesso tempo all’arte contemporanea.

incendio (1)La collezione del MA*GA conta più di 5.000 opere (molte delle quali donate dal premio Gallarate e dagli artisti, altre concesse in deposito temporaneo da collezionisti privati) tra dipinti, sculture, disegni, installazioni, ceramiche, libri d’artista, opere multimediali, fotografie, oggetti di design e opere di grafica. Proprio la grande varietà delle opere aiuta i visitatori ad entrare nel vivo della produzione artistica italiana dalla metà del Novecento ai giorni nostri.

Ulteriore punto di forza è il continuo variare della collezione permanente all’interno degli spazi espositivi in dialogo e relazione costante con le mostre temporanee per illustrare di volta in volta nuclei differenti e letture critiche trasversali.

Le opere della collezione permanente testimoniano le espressioni degli ultimi esiti del Novecento italiano, l’arte figurativa del secondo dopoguerra, l’influenza dell’astrattismo sulla figurazione pittorica e scultorea, il naturalismo astratto, il neonaturalismo padano, l’arte cinetica e tecnologica, l’arte ambientale, l’arte informale, l’arte concettuale, la transavanguardia, il post-moderno, l’arte multimediale, i nuovissimi linguaggi e il design italiano.

Tra i principali artisti presenti in collezione troviamo Carrà, Sironi, Guttuso, Munari, Arnaldo e Gio Pomodoro, Melotti, Fontana, Vedova, Mauri.

aula studio maga (1)Il 14 febbraio 2013 un incendio però colpisce e danneggia fortemente il MA*GA costringendo i dipendenti a mettere in salvo velocemente le opere, in questo modo miracolosamente risparmiate dal rogo. Dopo otto mesi di restauri il polo museale riapre parzialmente i battenti con la mostra With a little help from my friends, Artisti per il MAGA durante la quale sono esposte e messe in vendita le opere donate da circa 100 artisti per far fronte alle spese di messa in sicurezza della struttura e ai restauri delle opere parzialmente danneggiate dall’incendio che nel frattempo avevano trovato sistemazione in vari luoghi tra cui la Villa Reale di Monza e la Triennale di Milano.

Il 18 aprile 2015, in occasione della mostra Missoni, l’arte, il colore, il museo riapre interamente. Con questa mostra il MA*GA è riuscito a richiamare a sé appassionati e non da tutta Italia, esposizione itinerante di grande prestigio ancora visitabile per tutti quelli che lo desiderassero al Fashion and Textile Museum di Londra che la espone nelle sue sale fino al 4 settembre 2016.

Il MA*GA ha inaugurato il 16 aprile la mostra tutt’ora in corso Ugo la Pietra. Abitare è essere ovunque a casa propria, tematica più che mai contemporanea adatta ad un museo che ha fatto della sua grande elasticità il proprio punto di forza.

Irene Ciceri per MIfacciodiCultura

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