Back toDay. 12 maggio

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Novantatré anni fa nasceva Giovanni Testori, critico d’arte e autore per il teatro. Testori visse intimi travagli e fu sballottato dall’esplosiva miscela interiore – almeno per l’Italia del dopoguerra – di fede cattolica, omosessualità e vocazione all’impegno sociale. Una miscela che trasforma in un condensato di tormenti la drammaturgia de “L’Arialda”, un suo testo del ’60 sbranato da critica e autorità: dopo la seconda rappresentazione al Teatro Nuovo di Milano diretta da Luchino Visconti, nel ’61, il procuratore Carmelo Spagnuolo fece sospendere le recite e sequestrare il testo edito da Feltrinelli. Il movente della sua disapprova12 maggio #3zione risiedeva nel personaggio di Eros, fratello della protagonista, reo di essere un “invertito”.

Spagnuolo dichiarò fieramente in un’intervista: “Un’ Arialda senza la figura di Eros, o comunque con un Eros convinto della sua abiezione, potrebbe anche passare, ma un anormale che esalta il proprio affetto degenerato ci ripugna, siamo nel campo dell’ osceno più caratteristico”. A rileggere queste parole, viene da mettersi le mani nei capelli pensando che – a distanza di cinquant’anni e passa, e dopo una gracile legge sulle unioni civili estorta faticosamente – esistano ancora figure di pari peso istituzionale con le stesse patetiche convinzioni di questo Carmelo Spagnuolo, e che magari le esprimono con minor inventiva retorica!

Ma torniamo all’“osceno e caratteristico” Testori… poiché il mondo è compensazione, l’11 maggio doveva per forza far nascere anche una personalità conciliante. Infatti ottantasette anni fa veniva al mondo Burt Bacharach, il principe della musica easy-listening. Andiamo dunque a recuperare le lacerazioni drammaturgiche di Testori e medichiamole subito ascoltandoci la “camomillica” “Raindrops Keep Falling On My Head”.

E dopo il turbamento un po’ di svago

ricuce il cuor del mondo con lo spago.

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

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