Il Latino fa curriculum: nasce un test per valutarne la conoscenza

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Il Latino fa curriculum: nasce un test per valutarne la conoscenza

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Cesare Maccari, Cicerone denuncia Catilina (1880)

Chi ha detto che la lingua di Giulio Cesare e Cicerone è una lingua morta? Sempre più richiesto nei curricula, poiché visto come sinonimo di apertura mentale, il latino sta oggi riacquistando sempre più importanza. Nei giorni scorsi, infatti, si è tenuto un test per la certificazione di lingua latina in 10 sedi lombarde: Bergamo, Brescia, Como, Mantova, Pavia e Milano, al quale hanno aderito ben cinque diversi licei.
Al test hanno partecipato giovani studenti e adulti già avviati nel mondo del lavoro, che sperano che questa conoscenza possa agevolare loro l’ingresso in un’azienda. L’iniziativa è stata promossa dal Cusl – consulta dei professori universitari di latino – in accordo con l’Ufficio scolastico regionale lombardo e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Proprio come accade per l’inglese, il test è simile a quello del “Cambridge Esol” e permette di valutare con strumenti riconosciuti il proprio livello di conoscenza della lingua latina. Così come per ogni altra lingue europea ci sono più gradi di conoscenza della lingua, nello specifico sono quattro: A1-A2-B1-B2. Per quanto riguarda i primi 3 livelli il test prevede esercizi di grammatica, (trasformazione di frasi dalla forma attiva a quella passiva, completamento e comprensione di testi e domande vero/falso). Della durata di due ore, per questi test non è consentito l’uso del vocabolario. Cosa diversa invece per quanto riguarda il livello B2, quello più avanzato, che    comprende anche una parte di traduzione.

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Simposio

L’iniziativa quindi non è soltanto un’opportunità di riscatto per questa lingua molto spesso sottovalutata, ma rappresenta anche un’occasione per giovani ed adulti di arricchire il proprio curriculum ed avere un punto di forza in più in fase di colloquio. Non dimentichiamoci che all’estero, specialmente negli Stati Uniti, non tutti gli studenti hanno la possibilità di poter studiare questa lingua classica così affascinante.

La gran parte delle volte il Latino viene odiato dagli studenti, che non vi vedono un senso pratico e reputano le ore spese a tradurre un testo come tempo perso. Questo è il frutto di una scuola divenuta delle competenze e spesso svincolata dalla cultura. Si studia una poesia per impararne gli aspetti stilistici, tralasciando l’amore per la letteratura che essa può far scaturire in noi.
È il grande dibattito che da sempre è esistito sull’utilità o meno delle materie umanistiche rispetto a quelle scientifiche.
Dovremmo concepire la cultura come un unicum organico indivisibile: la scienza è figlia della filosofia, nasce dalla necessità di sperimentare dell’uomo per trovare risposte a quesiti gnoseologici, e così la letteratura altro non è se non il riflesso delle pulsioni, riflessioni e spinte all’immaginazione di noi essere umani.
Studiare la letteratura, e studiare il latino, è un modo per ritrovare le nostre radici, per concepire la nostra società come figlia di un passato. È avere la possibilità di confrontarci con i nostri antenati, conoscerne i pensieri e comprendere il processo evolutivo che ci ha portato ad essere ciò che siamo oggi.

scuola dizionarioDa ex studentessa liceale posso affermare di aver odiato le tre ore settimanali che avevo di questa materia e di reputare le traduzioni dei testi come imprese tanto inutili come impossibili. Adesso però comprendo quanto mi sia stato utile confrontarmi con i modelli del passato per paragonarli con il mio presente, per comprenderne differenze e similitudini, per riflettere ed esercitare il pensiero. È incredibilmente affascinante utilizzare le parole conoscendone il significato etimologico, comprendendo che portano dentro di sé il germe di un pensiero, di una riflessione. Permette di vedere sfumature semantiche che prima erano offuscate, ampliare il nostro linguaggio e descrivere un mondo a colori, senza limitarsi al bianco ed il nero.

Quindi torniamo a vedere la lingua antica per eccellenza con occhi nuovi, e studiamola con curiosità e dedizione, soprattutto oggi che può essere non soltanto un arricchimento culturale ma anche un’opportunità in più per trovare un posto di lavoro.

Martina Baronti per MIfacciodiCultura

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