Addio a Fulvio Roiter, autore di intramontabili scatti veneziani

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Addio a Fulvio Roiter, autore di intramontabili scatti veneziani

Fulvio-Roiter-04-1000x600Si è spento a Venezia lo scorso 18 aprile, all’età di 89 anni, il fotografo Fulvio Roiter. Già malato da alcuni mesi, se ne è andato serenamente, come ci tiene a precisare la moglie, lasciandosi alle spalle una carriera meravigliosamente densa e soddisfacente.

Fulvio Roiter (Meolo 1 novembre 1927 – Venezia 18 aprile 2016) esordì nel 1954 con l’intramontabile pubblicazione della sua prima raccolta in bianco e nero dedicata a Venezia, intitolata Venice à fleur d’eau. Nel 1956 vinse la seconda edizione del Premio Nadar con il libro Ombrie.
Proveniente dalla scuola della fotografia neorealista, diventò membro del famosissimo circolo fotografico veneziano La Gondola e si innamorò letteralmente del capoluogo veneto.

184104274-ce33b5b2-f6f8-4d8b-9430-5782cc9d7b64Quella che Roiter ha rappresentato nel corso degli anni è una Venezia languida, romantica, dolorosa, anziana ma mai vecchia. Una Venezia al chiaro di luna, sommersa nella nebbia. Venezia maledetta, Venezia disegnata dalle luci del tramonto, con i suoi uomini di laguna, pescatori, gondolieri. Venezia con le sue maschere, che rapisce l’anima, e che ti resta nel cuore sempre.
Nessuno come Fulvio Roiter ha saputo rendere omaggio a Venezia in modo tanto profondo, solerte e sincero. Scorci poco conosciuti e architetture di un passato ormai quasi dimenticato si animano negli scatti del fotografo, per dare alla luce immagini di una poeticità così profonda da essere quasi commovente.
Il bianco e nero era il mezzo comunicativo prediletto da Roiter, ma la sua raccolta Essere Venezia, pubblicata nel 1977, è la testimonianza della grandezza di un fotografo che ha saputo maturare giorno dopo giorno e usare il colore in modo inaspettato, caricandolo di un’ulteriore forza comunicativa.

C_2_fotogallery_3000768_0_imageNella sua vita Fulvio Roiter viaggiò molto, immortalando luoghi in ogni parte del mondo. Tra le sue tante mete, divenute poi soggetti delle sue numerose raccolte, ci sono il Brasile, il Messico, la Spagna, la Persia, la Turchia, il Libano, l’Irlanda, la Louisiana, il Belgio, il Portogallo e l’Africa equatoriale. Nonostante i suoi viaggi continui ed inarrestabili, tuttavia, Fulvio Roiter è sempre partito per tornareNessun luogo batte nel cuore di un uomo tanto quanto la sua casa e la casa di Fulvio Roiter in fondo è sempre stata l’Italia. La Sicilia, l’Umbria, la Sardegna sono luoghi cari a Roiter, dei quali non si è dimenticato mai nemmeno quando si trovava dall’altra parte del mondo: non è un caso se il titolo di una delle sue ultime raccolte è Una vita per Venezia (2006). La vita di Roiter è infatti stata un grande dono per il nostro Paese e le sue immagini sono pegni d’amore alle città italiane, che vivranno per sempre negli occhi e nel cuore di chi ha avuto l’occasione di osservarle anche per qualche minuto soltanto.

Un saluto caro e sincero va dunque a Fulvio Roiter, che ricorderemo sempre come uno dei più grandi fotografi del nostro tempo.

Chiara Parodi per MIfacciodiCultura

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