“Natura Naturans” a Villa Panza: il dialogo tra Madre Terra e l’arte dell’Uomo

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Natura Naturans a Villa Panza: il dialogo tra Madre Terra e l’arte dell’Uomo

roxy-paine-e-meg-webster-a-villa-panza-460147.610x431Nelle sue stanze, già arredate da opere contemporanee di artisti come Dan Flavin, Max Cole e James Turrell, fino al 15 maggio, Villa Panza di Varese ospita la mostra Natura Naturans, doppia personale dedicata a Roxy Paine e Meg Webster (opere dal 1982 al 2015). Una raccolta di espressioni dei due artisti e un insieme di site-specifics, per un totale di ventotto opere sull’indagine del rapporto tra uomo e cosmo, frutto dell’esperienza di Expo 2015 – Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Il titolo deriva dalla filosofia scolastica, secondo la quale la natura continua a generare se stessa e la sua realtà.

Le opere, al di fuori dei site-specifics, provengono da importanti centri d’arte quali il Solomon R. Guggenheim Museum, il Whitney Museum of American Art di New York, il Museo Cantonale di Lugano, l’Israel Museum di Gerusalemme, oltre che da collezioni private e dalla Panza Collection di Mendrisio.

Natura-naturans.-Roxy-Paine-e-Meg-Webster-veduta-della-mostra-presso-Villa-Panza-Varese-2015-1Villa Panza, tra interni opulenti e il rigoglioso parco all’esterno, in cui peraltro si collocano altri site-specifics, mette a dialogo due personalità mai ospitate in Italia, dando vita ad una relazione biunivoca tra forme di natura e natura delle forme, enfatizzata senza dubbio dal contesto: le stanze sono pensate e volute per mantenere il loro carattere indipendentemente da ciò che in esse viene installato. È, forse, proprio questo il punto di forza della Villa: lo spettatore non si sente mai sopraffatto dalle opere e, anzi, quasi viene distratto dagli spunti di osservazione che incontra – le finestre affacciate sulla serra, sul giardino o sulla corte interna, gli stucchi sui soffitti e i raffinati materiali di rifinitura, o ancora le opere della collezione permanente. La visita risulta sempre piacevolmente appagante.

Le opere occupano gli ambienti ponendosi come monumenti alla natura in un luogo, il museo, dove la natura può silenziosamente diventare arte, filosofia e riflessione.

roxy-paine-e-meg-webster-a-villa-panza-460145Roxy Paine si esprime in scala macroscopica, lasciando che la stessa natura si faccia protagonista assoluta – nelle sue ultime sperimentazioni, elevandola a ecosistema universale racchiuso nelle dimensioni di una stanza, in cui l’uomo può e pare non essere mai esistito. A Villa Panza, invadendo le pareti ed i pavimenti di funghi. Questi rappresentano i processi di trasformazione, la composizione e la decomposizione non solo dell’organico ma anche dell’industriale, della macchina che l’uomo usa per controllare le forze naturali. Allo stesso modo, dichiara nella sua intervista, vuole proporre spunti di pensiero sulla potenzialità del cervello umano sotto gli effetti allucinogeni del fungo, ricollegandosi al rapporto tra la forza umana e la forza della Terra.

Natura-naturans.-Roxy-Paine-e-Meg-Webster-veduta-della-mostra-presso-Villa-Panza-Varese-2015-3La parte più interessante, se Paine crea scenografie, è piuttosto quella di Meg Webster. Le forme sono geometriche ed archetipali, solide e minimaliste: l’attenzione va al materiale, alla sua composizione, la sua storia. L’artista permette allo spettatore di interpretare le opere, dando loro un senso personale. Propone metalli e vetro colmati con materiali organici, come la vasca conica all’ingresso del percorso, che istituisce un rapporto con l’ambiente per mezzo dell’acqua, specchio di ciò che la circonda ma anche ricettacolo del materiale che i processi naturali, come la pioggia, trasportano. Oppure, ancora, ambienti totalizzanti in cui la natura si fa interattiva: è il caso di SolarPierce, un site-specific con quattro vasche, all’interno del quale vegetazione di diverso genere cresce grazie all’energia di LED collegati a pannelli solari sistemati all’esterno. Il visitatore si trova immerso in un ambiente stranamente sacro, in cui il silenzio diffuso sembra non voler disturbare il processo di crescita delle piante – o, più probabilmente, vuole mettere l’uomo nella condizione di indagare la sua presenza minuscola eppur prepotente sulla Terra.

Natura Naturans sposa lo stile della Villa e della Collezione Panza, permettendo allo spettatore più interessato di entrare in contatto con i significati reconditi della ricerca artistica e, insieme, allo spettatore casuale di godere di ambientazioni e installazioni in uno dei contesti più unici della città.

Ambra Goffredo per MIfacciodiCultura

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