L’arte urbana in un’esposizione internazionale: Urban Art Fair

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L’arte urbana in un’esposizione internazionale: Urban Art Fair

Io continuo a ripetere che i graffiti non sono inquinamento. Piuttosto, è una ricca arte. Qualcosa che abbellisce la vita, che abbellisce la città. 

Agnès B.

Carreau du TempleIl Carreau du Temple di Parigi, antico mercato coperto del XIX secolo trasformato in spazio culturale per tutti, si è animato dal 22 al 24 aprile di graffiti, street art e opere contemporanee durante l’Urban Art Fair, la prima fiera internazionale di Arte Urbana, che ha registrato ben 20.000 visitatori di tutte le età! Numeri importanti per una prima edizione che, si è già assicurata quella successiva e, ha raccolto il favore del pubblico e dei professionisti, esponendo opere di artisti provenienti da tutte le parti del mondo, in una città culturalmente viva e cosmopolita come Parigi.

C’è anche l’Italia, rappresentata dalla galleria di Bologna PortaNova12, con ben quattro artisti tra cui NeSpoon, la polacca conosciuta per i suoi interventi sui muri con disegni ispirati da grandi pizzi e merletti, che portano la bellezza tradizionale nei luoghi dismessi e abbandonati. Questa volta si è presentata a Parigi con tele, realizzate durante un soggiorno nell’Abbazia di San Giusto, decorate da arabeschi circolari scaturiti dalle visite nelle botteghe artigiane locali, tra ceramiche, argille e macramè. Insieme a lei anche Etnik, testimonianza del writing torinese, con i suoi agglomerati urbani e concettuali dalle grandi dimensioni.

Sono più di 30 le gallerie scelte per l’esposizione, sia quelle consolidate nel panorama internazionale che emergenti e poco conosciute. C’è di tutto nell’Urban Art Fair. Attesissimo è stato Banksy, presente con opere provenienti da gallerie private e mai esposte prima a Parigi, e la Gallerie Angelo Basso con l’artista francese di stencil Blek Le Rat.

885_1722404907992032_2720570844172327730_nNon solo esposizione, l’evento è stato vivo e dinamico.

I curatori hanno previsto quattro cicli di conferenze che hanno affrontato tematiche quali I limiti di legge, Il mercato e i collezionisti, La storia del movimento e Urban Art: dalla strada ad Internet, argomenti attualissimi per un pubblico attento e interessato. Inoltre in serata è stato possibile incontrare anche molti artisti, confrontarsi con la loro personalità e produzione, e magari assistere anche a qualche performance in diretta.

Momento più popolare?! La proiezione di Girl Power, un documentario sull’arte dei graffiti delle donne provenienti da varie città: Praga, Mosca, Città del Capo, Sydney, Madrid, Berlino, Tolosa, Barcellona e New York. Questo per far vedere come anche le donne, in un contesto prettamente maschilista come la street art, negli ultimi anni sono riuscite ad emergere e ritagliarsi uno spazio importante nel panorama urbano internazionale. Una serie di video-interviste e testimonianze di donne writer, raccolte durante 7 anni di lavoro dallo scrittore ceco Sany.

13063203_1773171762915346_5987140633707362641_oIl grande e inaspettato successo di questa prima fiera internazionale pone l’attenzione nel panorama dell’arte e del collezionismo anche sull’arte urbana, solitamente trascurata dai più. Un’occasione per coinvolgere un pubblico più vasto e avvicinare le opere concettuali dei writer urbani alla società, ancora un po’ scettica al riguardo –soprattutto quella italiana-.

L’arte urbana (Graffiti e Street Art) trasmette un messaggio universale, senza la quale il fine ultimo di questa arte sarebbe diventata priva di senso. Questo messaggio, che spesso ci porta ad una messa in discussione di noi stessi, rappresenta un inventario di una società in crisi, in un periodo di deterioramento, la perdita di valori essenziali per l’umanità. L’arte urbana, negli ultimi decenni si è appropriata del più grande museo del mondo: la strada. Così, vediamo che l’arte non emerge solo dall’alto della piramide di gerarchia di società, ma anche dal basso. Questa arte è quindi una serie di dialoghi aperti e multipli, come il numero di artisti appartenenti a questo movimento ed ecco come si inserisce nella storia dell’arte.

Nicolas Laugero-Lassere , urban art collector

Alejandra Schettino per MIifacciodiCultura

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