Frida Kahlo e altre follie del mercato dell’arte

1 872

Nel mercato dell’arte c’è da tempo un assente non da poco conto: Frida Kahlo. Il suo grande ritorno è previsto per il 12 maggio a New York con il dipinto Due nudi in una foresta del 1939 e la cifra stimata per la vendita supera di gran lunga il precedente record dell’artista che risale ben al 2000 ed è di “appena” 6 milioni di dollari. Appena? Ebbene sì, appena! La stima per questa asta infatti varia tra gli 8 e i 12 milioni di dollari e dato che il dipinto in questione non è presente sul mercato da 27 anni non è da escludere che la cifra prevista venga addirittura superata.

picasso-femmes-d-algerIl record è quasi assicurato, ma forse la pittrice non sarebbe così felice di sapere di esser stata collocata dalla casa d’aste nella categoria dedicata al surrealismo, corrente a cui non si è mai sentita legata. Le sue visioni oniriche e introspettive infatti mostrano il suo legame unico e tormentato con il mondo e un punto di vista privilegiato sulla sua vita costellata da incidenti e dispiaceri, primo fra tutti l’impossibilità di avere figli. Insieme a quello che si può definire un monologo interiore Frida Kahlo unisce nelle sue opere elementi della tradizione messicana e una volontà ferrea che la porta a rifiutare un’etichetta che ai tempi le avrebbe portato ancora maggiore fama. Forse l’impossibilità di collocarla in un preciso movimento ha portato al suo inserimento in una categoria discutibile, ma certamente la sua unicità sarà la causa di una vendita stellare.

Rimanendo in tema surrealismo, è appena stato venduto con una stima di 50mila euro da Sotheby’s a Parigi il diario personale di Salvador Dalì risalente agli anni che vanno dal 1930 al 1935. Si tratta di un piccolo quaderno di circa 40 pagine contenente appunti e schizzi e racconta il periodo in cui Dalì conquistò Gala, sua futura moglie e ai tempi ancora legata ai surrealisti Paul Eluard e Max Ernst. Il diario tra l’altro faceva parte di una delle maggiori collezioni al mondo dedicate al surrealismo venduta nella stessa occasione in cui erano presenti opere dei maggiori artisti connessi al movimento dai già citati Ernst e Eluard, a Magritte, Picasso, Breton e Mirò. Nomi come questi sono una garanzia, basti pensare che nemmeno un anno fa veniva venduto Les femmes d’Alger di Picasso per 179 milioni di dollari in 12 infiniti minuti di asta! Che il proprietario avesse fatto un buon investimento è certo, nel 1997 lo stesso quadro era infatti stato battuto per soli 28 milioni di dollari.

SONY DSCPochi giorni fa è invece stata la volta di un italiano, la versione del 1867 del Bacio di Francesco Hayez e realizzata per l’Esposizione universale parigina dello stesso anno è stata venduta da Christie’s a New York per il doppio della cifra, già altissima, stimata. Indubbiamente questo è l’anno del pittore italiano che dopo la grande mostra alle Gallerie d’Italia e le numerose retrospettive a lui dedicate in tutta Milano, si appresta dopo questa vendita da quasi 2 milioni di dollari a fare un altro record il prossimo 10 maggio con l’asta milanese per l’opera Il doge Francesco Foscari obbligato dai tre capi del Consiglio dei Dieci a rinunciare al dogato del 1838.

Bacio - Hayez, 1867Il momento d’oro però ultimamente pare essere in generale quello dell’arte italiana e non di quella maggiormente inflazionata e dei grandi nomi che portano prestigio come Fontana, Burri e Piero Manzoni, ma di artisti rimasti relativamente nell’ombra e che ora stanno invece acquisendo maggiore prestigio forse anche grazie ad un collezionismo più consapevole e mirato. Un esempio? Un’opera di Mimmo Rotella è stata venduta questo inverno da Phillips per oltre un milione di euro ben 17 anni dopo l’ultimo record dell’artista e per una cifra ben oltre la stima.

Parlando invece di aste decisamente insolite si arrivano comunque a toccare cifre oltre ogni immaginazione!
Il 20 aprile di quest’anno Christie’s ha infatti messo all’asta un’ottantina di meteoriti e ne ha venduti più della metà arrivando ad incassare più di 570mila sterline, c’è da dire che la valutazione in questo caso va in base al peso del meteorite in questione e che alcuni erano di dimensioni considerevoli. Ogni lotto ha una storia e dei pregi anche dai risvolti ironicamente macabri, come quello in cui è stato visto il volto dell’Urlo di Munch e quello che quando cadde in Venezuela uccise una mucca e che quindi porta il comico nome vaca muerta.

Meteorite con volto dell'Urlo di MunchUltimo, ma primo tra i collezionisti, è il caso di William Koch che ultimamente ha messo all’asta due suoi tesori: un nudo dipinto da Modigliani e La Gommeusee di Picasso venduta per oltre 67 milioni di dollari. Tra il 19 e il 21 maggio sarà un’altra proprietà di Koch ad essere venduta e per precisione la sua collezione di vini valutata oltre 15 milioni di dollari e comprendente ben 43mila bottiglie raccolte nel corso degli ultimi 40 anni.

Insomma ai multimilionari piace spendere cifre folli non solo per l’arte, ma probabilmente per ogni cosa collezionabile al mondo e che possa essere vantata come trofeo impareggiabile. Nella speranza che tra questi qualche vero amante dell’arte ci possa essere rimaniamo in attesa dei prossimi record.

Elisa Pizzamiglio per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.