#MuseumInstaSwap: a Torino la cultura si condivide

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museuminstaswap-torinoHa riscosso notevole successo l’iniziativa #MuseumInstaSwap avvenuta fra i musei del capoluogo piemontese, i quali per un giorno, il 12 di aprile, hanno letteralmente “sponsorizzato” altre esposizioni permanenti della città sui rispettivi profili Instagram, pubblicando foto, curiosità e piccoli dettagli che talvolta sfuggono ai visitatori meno attenti.

A dare il via a quella che si potrebbe definire “condivisione culturale” è stata la direzione della Reggia di Venaria, che ha sempre fatto del social un proprio cavallo di battaglia, con un sito internet aggiornato e profili attivi su tutti i social network più utilizzati. L’idea ha subito riscosso l’entusiastica partecipazione di tutti i più significativi musei di Torino e si sono stabilite le coppie di musei che avrebbero dovuto vicendevolmente “condividersi”. I musei sono stati accoppiati con una semplice e tradizionale estrazione dal cappello e le coppie decise sono state: Camera (Centro Italiano per la Fotografia) – Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Museo Egizio – MEF (Museo Ettore Fico), La Venaria Reale – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Musei Reali di Torino – MAO (Museo d’Arte Orientale), Museo Nazionale dell’Automobile – Museo Nazionale del Cinema, Palazzo Madama – Museo Accorsi-Ometto.

Un museo, attraverso il proprio profilo Instagram ha raccontato l’altro museo, le sue principali attrazioni e collezioni, con un punto di vista diverso ed unico, cercando analogie e similitudini con la propria realtà, mettendo in condivisione esperienze e sensibilità, generando nuovi livelli di racconto e comunicazione. Nelle settimane precedenti i referenti digital di ogni museo sono stati ospitati da quello gemellato per raccontarlo, produrre materiale e dare così vita ad uno storytelling incrociato, che è stato pubblicato sui profili Instagram di ogni museo nella giornata di martedì 12 aprile.

swap-blogMuseumInstaSwap non è un’idea nata da poco: l’iniziativa era partita qualche mese fa dal celebre MoMA di New York, il quale aveva chiamato a raccolta i musei della Grande Mela per un vero e proprio dialogo culturale su Instagram, che aveva riscosso un notevole successo, e quasi tutte le esposizioni più in vista della città avevano aderito alla proposta. Alcune settimane dopo l’evento si era ripetuto a Londra, e adesso è sbarcato in Italia, e quale città migliore di Torino, ormai un simbolo del vento europeo che inizia a spirare sugli eventi e sulle esposizioni della Penisola.

Questa iniziativa non è arrivata per caso: essa è il simbolo di un nuovo atteggiamento del mondo della cultura verso i visitatori. Da tempo ormai è chiaro che la funzione del museo non può più solo limitarsi ad essere affezionato custode di manufatti, ma al contrario deve divenire un appassionato promotore di idee e spunti riflessivi. In un certo senso, avevano ragione i futuristi a dire che non bisognava più entrare nei musei: devono essere loro a interagire con il proprio pubblico. I social network sono nel mondo di oggi la forma di condivisione più utilizzata e funzionale, ed è proprio questa via che i musei devono percorrere, favorendo il dialogo e l’interesse e stimolando la curiosità, che ciò che davvero può far incontrare il visitatore con l’esposizione.

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

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