Mia Photo Fair 2016, non solo fotografia

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mia2I grattacieli di Porta Nuova (nei pressi di piazza della Repubblica) di Milano ospitano dal 29 aprile al 2 maggio 2016 la fiera internazionale d’arte contemporanea dedicata al mondo della fotografia e dell’immagine in movimento: Mia Photo Fair. L’idea nasce cinque anni fa da Fabio Castelli, imprenditore, collezionista d’arte ed esperto di fotografia, e da sua figlia Lorenza, manager di finanza aziendale con la passione per l’arte, il design e l’immagine.
L’evento, con 145 stand, di cui 80 gallerie, e poi letture portfolio, workshop, talk, perfomance e mostre atte a soddisfare i gusti di tutti gli spettatori. Il costo del biglietto è di 15 euro, gli orari dalle 11 alle 21.

Quest’anno l’attenzione è concentrata sui temi Expo 2015, su Roland Barthes, critico francese strutturalista e saggista, autore de La camera chiara (in cui analizza la Fotografia come «medium bizzarro, nuova forma di allucinazione: falsa a livello della percezione, vera a livello del tempo») e Pellizza da Volpedo, pittore ottocentesco, esponente della corrente sociale come dall’emblema del Quarto Stato.

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Fabio Castelli

Ogni espositore può proporre opere di un solo artista al proprio stand, così da coinvolgere il più possibile il pubblico nella gestazione del progetto. La scelta monografica, anche se più selettiva, permette una maggiore concentrazione sul mondo della fotografia stessa, tanto che i visitatori possono liberamente scegliere e portare a casa i cataloghi degli autori più apprezzati.

Gli artisti propriamente detti dispongono del Codice MIA, ovvero hanno la possibilità di mostrare individualmente a un team di esperti internazionali i loro lavori, ampliando così gli orizzonti anche sul versante estero. Alla fine dell’evento i migliori saranno ricompensati; i primi due premi sono promossi da BNL Gruppo BNP Parisbas e dagli Archivi (in collaborazione con Io Donna).

Certamente l’immagine in movimento è il lato di Mia Fair che conserva una grande dose di creatività: essa svela l’importanza dell’immagine che varia del tempo, la sua dinamicità; può essere ottica o grafica, in bianco e nero o a colori, bidimensionale o tridimensionale.

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Mario De Biasi, Naviglio a San Cristoforo (Milano, anni ’50) – Galleria Admira

In generale con Mia Fair, l’obiettivo prefissato da Castelli è quello di ampliare il mondo dell’arte contemporanea, di osservare l’universo della fotografia a 360 gradi, di sperimentare la collaborazione tra artisti, critici, galleristi, fotografi ed editori. A questi ultimi è dato il compito di far valere quella cosiddetta “piccola grande editoria”, utile per gli appassionati e gli esperti in materia.

Ciò che conta, infatti, è l’armonia del progetto. Non importa essere specializzati in tematiche differenti: quello che vale è l’interezza dell’evento, quello che sarà percepito dagli occhi del visitatore. In questo modo si arriva al senso di fare fotografia: cogliere sempre un aspetto in più della realtà che ci circonda, avere sempre uno sguardo attento, creativo e versatile che fa sì che a cambiare non sia solo quello intorno a noi, ma anche, e soprattutto, noi stessi.

Perché come esistono mille occhi nel modo di vedere il mondo, così ne esistono altri mille pronti a creare universi nuovi, paralleli e fantasiosi.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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