Matteo Montani: i “frutti miracolosi” dell’artista romano in mostra a New York

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Matteo Montani nel suo studio romanoDopo il grande successo europeo, gli affascinati “paesaggi dell’anima” di Matteo Montani volano a New York per continuare a stupire e far sognare. All’interno dei suoi incantevoli spazi, situati a brevissima distanza dal celebre Metropolitan Museum of Art, la The Elkon Gallery ospiterà, fino al 17 giungo, la mostra personale dell’artista romano dal titolo Once Upon A Time Life, Again. Realizzata in collaborazione con Isabella Del FrateRayburn, l’esposizione d’oltreoceano presenta, per la prima volta al pubblico, una serie di opere realizzate su quelle stesse tavole di legno che fungono da supporto per il fare estetico del pittore italiano. A questo nucleo centrale di creazioni saranno affiancate recenti opere realizzate su carta abrasiva, materiale largamente sperimentato dall’artista durante il corso di tutta la sua carriera.

Emerging, 2015-2016 Mixed media on woodMatteo Sigismondo Montani nasce nel 1972 a Roma e può essere inserito, a pieno titolo, fra i più talentuosi artisti che si trovano a operare oggi all’interno di un ambiente artistico globalizzato che potremmo definire di natura post-mediale. Se gli anni novanta hanno visto un ritorno verso una nuova temperie concettuale, il nuovo millennio porta con sé un’insopprimibile ed esplosiva voglia di sperimentare, attraverso tutti gli strumenti possibili, questo neonato mondo aurorale dove la cultura sembra surfare veloce sulla cresta dell’onda.

Formatosi nello studio di Alfredo Pirri, l’artista romano sembra intraprendere un anacronistico percorso legato alla pittura. La sua tesi di laurea, discussa nel 1997, analizza la funzione espressiva del colore blu, ma già dalle sue prime opere si capisce bene come il suo dipingere, il suo studio sul colore, non nasce da esigenze accademiche ma è invece legato a una ricerca su nuove modalità espressive da utilizzare per rappresentare quel mondo che si agita fuori e dentro di noi.

Sono le periferie romane i primi soggetti trattati da Montani, immagini fotografiche riprodotte su carte abrasive, dipinte poi con i colori recuperati dai luoghi stessi degli scatti, rivelano un iniziale interessamento di natura socio-antropologica che ben si ricollega all’operato di artisti poco più anziani di lui come Luca Vitone.

The Time of the Day, 2015 Oil and brass on sandpaper mounted on canvasLa ricerca evolve poi in maniera progressiva fino alla dissolvenza del referente figurativo verso la pura emotività del colore. Montani realizza opere avvolgenti, estranianti, che Fabio Sargentini, fondamentale gallerista e faro dell’arte contemporanea del dopoguerra, definì “frutti miracolosi” che ci lasciano a bocca aperta e ci conducono verso un gioioso altrove.

Le creazioni di Matteo non raccontano nulla, esprimono, esprimono quel mondo magico che si rivela nel momento in cui apriamo gli occhi e la luce penetra nel nostro sguardo, quel mondo incantato che esiste un attimo prima del sorgere e del tramontare del sole. La carta vetrata, le tavole di legno macchiate dal lavoro, sono solo degli strumenti con i quali esperire l’universo, quell’universo che esiste in bilico fra l’interno e l’esterno della nostra anima, un’anima olistica che ci fa piccola e irripetibile parte di quella grande natura che ci esalta e avvilisce allo stesso tempo.

INFO:

Matteo Montani – Once Upon A Time Life, Again

The Elkon Gallery, Inc  – 18 East 81st Street, New York
14 aprile – 17 giugno 2016

 

Marco Marelli per MIfacciodiCultura

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