E-motion Pictures – Hollywood sta con la comunità LGBTQ

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L'Assemblea Generale del North Carolina
L’Assemblea Generale del North Carolina

Negli stessi Stati Uniti che recentemente hanno visto approvare il matrimonio egualitario per tutti, si sta assistendo a una recrudescenza di discriminazione cucita a misura per comunità LGBT. Una serie di stati del Sud, notoriamente a vocazione repubblicana rispetto ai più democratici stati del nord, ha approvato norme e leggi che colpiscono la comunità omosessuale, inficiando di fatto i grandi progressi fatti negli ultimi anni e che sono stati sanciti dalla pronuncia della Corte Suprema a proposito della costituzionalità del matrimonio per tutti. Nonostante le iniziali resistenze e i tentativi di bloccare una legge federale di fatto inappellabile, l’istituto del matrimonio, con tutti i diritti e i doveri che ne conseguono, compreso il recentemente approvato diritto di procreare e creare una famiglia, è stato esteso anche alla comunità omosessuale. Ciò, però, non ha fermato i tentativi delle forze politiche conservatrici americani di riaffermare il loro diritto a discriminare e a negare un trattamento uguale di fronte alla legge.

Appellandosi alla libertà di opinione – che ricorda molto la rivendicazione di alcuni anni fa di alcuni politici nostrani di poter insultare omosessuali e trans senza incorrere in condanne o denunce – e alla libertà di religione, stati come Tennessee, Georgia, Mississippi, Kentucky e North Carolina hanno approvato leggi che colpiscono le libertà fondamentali dei propri cittadini sulla base del loro orientamento sessuale. Questi attacchi, sebbene motivati da un unico obbiettivo, hanno assunto forme diverse: in Tennesse, ad esempio, uno psicologo, che in America è un medico a tutti gli effetti e quindi tenuto, sia dalla legge che dalla comune decenza umana, a soccorrere chiunque ne abbia bisogno, può ora rifiutarsi di offrire il proprio aiuto e la propria consulenza sulla base di “sinceri e fermi principi” personali; allo stesso modo, i parlamenti di Mississippi e Kentucky hanno approvato una legge che permette a imprese private e pubbliche di rifiutare i propri servizi a coppie omosessuali, nel caso in cui il loro orientamento sessuale violasse il loro credo religioso. Il caso più controverso è però quello del North Carolina che, oltre a legalizzare la discriminazione come hanno fatto gli stati vicini, ha introdotto una norma che prende specificatamente di mira la comunità transessuale: si tratta del cosiddetto Bathroom bill, chiamato così perché obbliga le persone transessuali ad utilizzare il bagno corrispondente al sesso presente sul loro certificato di nascita e non quello che sentono proprio. La norma appare ancora più odiosa perché tira in ballo anche le istituzione scolastiche e tutti i luoghi pubblici gestiti dallo Stato, amplificando quello che spesso è un dramma – la pubblica accettazione della propria identità sessuale, senza paura o vergogna.

disney-marvelCosì ha avuto inizio la protesta di Hollywood. Dalla loro potente piattaforma mediatica e finanziaria, diversi rappresentanti del mondo del cinema e della musica hanno alzato la voce per protestare contro tutte queste norme. I primi a parlare sono stati alcuni studios: la AMC (che in Georgia gira e ambienta la serie tv macinascolti The Walking Dead) e la Disney (che proprio nei dintorni di Atlanta ha girato molte scene dei blockbuster Marvel). Le due compagnie, che hanno prediletto lo stato della Georgia per le loro riprese grazie ai forti incentivi statali, e che hanno investito moltissimo in diversi settori locali dell’indotto dell’industria cinematografica, hanno minacciato di sospendere e di trasferire altrove le proprie riprese. La loro pressione, insieme a quella di altri colossi fra cui Paypal, ha spinto il governatore Nathan Dell a porre il veto sulla proposta del suo Parlamento, impedendo così che diventasse legge. Non così bene sono andate le cose per gli altri Stati, che sono effettivamente riusciti a trasformare in legge i loro propositi discriminatori. È per questo che altre voci illustri di Hollywood si sono fatte sentire: Bruce Springsteen, Bryan Adams, Ringo Starr hanno annullato i loro concerti in North Carolina e Mississippi, mentre Sharon Stone ha deciso di spostare le riprese del suo prossimo progetto altrove. Cindy Lauper e Laura Jane Grace hanno invece deciso di suonare comunque, così da utilizzare il loro palco per sensibilizzare l’opinione comune sul tema.

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Bruce Springsteen

L’intromissione in questioni politiche di queste personalità e, soprattutto, di grandi colossi finanziari ha acceso un grande dibattito sull’opportunità o meno che uno Stato si possa far influenzare da aziende e corporazioni. L’allarmismo a cui alcuni sono ricorsi per denunciare questa intrusione ha, però, dell’ironico: è ormai risaputo che molti uomini politici, in cambio di sovvenzioni durante la campagna elettorale, fanno gli interessi di moltissime multinazionali, da quelle del petrolio a quelle farmaceutiche, eppure nessuno si è mai indignato per la loro ingerenza nella politica interna di uno Stato, federale o nazionale che sia. È bastato però che alcuni influenti protagonisti della vita finanziaria americana prendessero una decisa posizione contro quelle leggi che, di fatto, legalizzano l’omofobia perché si levasse da più parti un grido di preoccupazione e malessere. Ipocrisia a senso unico.

Giulio Scollo per MIfacciodiCultura

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