Alla scoperta di San Gimignano: la casa-museo apre al pubblico

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Vi è un’importante novità nel senese, più precisamente nel borgo medievale di San Gimignano, dove da pochi giorni ha aperto una delle quattordici celebri torri sopravvissute, come casa-museo. L’iniziativa è partita dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – che, divenuto proprietario di Torre e Casa Campatelli, ha deciso di aprire il 31° bene al pubblico.
Si tratta dell’eredità di Lydia Campatelli, gentildonna della città che risiedeva nel palazzo di famiglia e che nel 2005, prima di morire, decise di lasciare questi beni all’associazione. Adesso, con un contributo finanziario di 2.000.000 euro e grazie anche al sostegno dell’azienda mecenate Salvatore Ferragamo S.p.A., il Fai ha restaurato e ridonato vita al palazzo di fine Settecento e all’antica torre tuttora intatta.

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Torre e Casa Campatelli

Nel corso del XIII secolo, infatti, San Gimignano, divenuta sede di una ricca aristocrazia urbana, espresse la propria superiorità politica e sociale attraverso la costruzione di numerose torri, oggi divenute simbolo della città. Erano settantadue gli esempi che nel corso del Trecento riempivano il borgo medievale, a differenza dei soli quattordici conservati ancora oggi. Casa Campatelli è l’unica casa privata di San Gimignano regolarmente aperta al pubblico e, per tanto, diviene per quest’ultimo un’opportunità per scoprire gli interni delle dimore tipiche ottocentesche locali.

La visita organizzata dal FAI consta di due fasi distinte: nella prima un percorso multimediale mira a far conoscere San Gimignano , le sue campagne, i suoi abitanti e, soprattutto, la sua storia. La seconda, invece, il visitatore ha libero accesso agli album fotografici di famiglia Campatelli, alle sue lettere ed i suoi quadri, e gode così dell’opportunità di perdersi individualmente in un ambiente arredato in pieno gusto ottocentesco, soffermandosi ora sugli oggetti, ora sui tessuti che conferiscono alla casa una speciale dimensione atemporale e che ci avvolgono in un clima magico di una delle famiglie più importanti del borgo medievale.

1.-SaloneL’effetto che scaturisce non appena si entra nella casa-torre infatti è proprio quello di percepire la continuità della vita di quel tempo con la nostra. Un’occasione unica per ammirare dalle finestre la grande vallata che circonda la città, e che sottolinea l’inteso rapporto tra interno ed esterno, a sfondo di una dialettica giocata tra la maestosità degli arredi interni ed il mondo che si estende al di fuori delle mura.

Il FAI il perché e le finalità di questo percorso:

L’obbiettivo finale è quello di favorire un turismo consapevole, dedicato a chi è desideroso di comprendere pienamente il significato della bellezza che incontra o a chi è semplicemente curioso e vuole investire un po’ del proprio tempo in maniera “lieve”, eppure emozionante e coinvolgente. Uno “slow traveller” che possa essere alternativo al turista “mordi e fuggi” che invade le nostre città d’arte, come San Gimignano che ogni anno accoglie oltre 3.500.000 visitatori”.

Dopo un lavoro di restauro di ben cinque anni, iniziato per l’appunto nel 2011, la casa adesso è pronta ad accogliere il pubblico per farlo immergere pienamente nei colori e costumi di una città medievale eletta, nel 1990, Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Martina Baronti per MIfacciodiCultura

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