“Camioniste polacche”: fotografie che ricordano il ruolo della donna durante la guerra

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rev158340(1)-oriLe donne, lo sappiamo, hanno da sempre giocato un ruolo fondamentale durante le guerre e gli innumerevoli conflitti, nell’arco dell’intera storia dell’umanità. Contribuirono con il loro lavoro durante la Seconda Guerra Mondiale, furono addirittura straordinarie e decisive, per le sorti del proprio paese. Innumerevoli gli esempi: le operaie russe che lavoravano 20 ore al giorno nelle industrie belliche, le nostre partigiane che facevano le staffette per le montagne, le vietnamite che scavavano i tunnel di CuChi. La storia ce l’ha raccontato, il cinema l’ha mostrato, ma più di tutto sono le immagini, le foto vere di queste eroine del secolo scorso che ci danno la reale dimensione di ciò che sono state capaci di fare.

Layout 1A Roma, presso la Casa della Memoria e della Storia, è in corso una mostra documentaria e fotografica intitolata Camioniste polacche. Ausiliarie del 2° corpo d’armata polacco. Dalla Russia all’Italia 1942-1946 (fino al 20 maggio). Nata da un’idea dell’Associazione culturale italo-polacca Malwina Ogonowska di Bologna, è incentrata sul ruolo poco noto che ebbero le donne come camioniste durante la Grande Guerra. Venticinque pannelli, prestati per l’occasione dal Polish Institute and Sikorski Museum di Londra, che rendono omaggio a tutte quelle polacche che durante la guerra si arruolarono come volontarie nel 2° corpo d’Armata Polacco, sfuggendo alle deportazioni e alle carceri sovietiche. Il loro compito non fu solo quello tipico da infermiere o radiotelegrafiste, ma anche di autiste e camioniste. Infransero tutte le regole sociali, si vestirono da uomini e con loro lavorarono gomito a gomito assumendo incarichi rischiosi e dando un grandissimo contributo alla causa patriottica.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Polonia ha pagato un altissimo tributo in vite umane, circa sei milioni di persone tra ebrei e non ebrei. Il famigerato ghetto di Varsavia resterà per sempre una macchia sulla coscienza umana. Fondamentale fu il ruolo delle donne per riuscire a mettere in salvo poveri innocenti, come Irena Sendler che con altri membri della Resistenza polacca aiutò 2.500 bambini ebrei a fuggire dal ghetto.
Ma non meno importante fu il ruolo delle camioniste: addestrate come uomini, guidavano da sole grossi camion, dalla Russia passando per la Palestina, chilometri e chilometri di solitudine e

Camioniste-PolaccheQuesta mostra ci dà la possibilità di ammirare queste giovani donne, che lasciarono le loro famiglie, ma che con grande forza e determinazione si misero al servizio dei propri ideali. Immortalate nel loro ruolo da volontarie, sorridenti, con quel fascino vintage degli anni Quaranta, ma con una tempra d’acciaio. La guerra oltre gli orrori nasconde sempre storie belle da raccontare, a volte d’amore a volte di eroismo. E loro lo sono state tutte, delle piccole e sconosciute eroine nazionali.

Fabiana Lisita per MIfacciodiCultura

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