The Art of the Brick, ovvero l’arte dei Lego

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Chi non ama i Lego? Quei mattoncini colorati danesi così versatili, creati nel 1932, che hanno riempito la vita di milioni di persone. E qualcuno li ha usati come strumento per creare opere d’arte.

indexÈ il caso di Nathan Sawaya, artista americano che dal 2004 ha lasciato la seria carriera di avvocato per dedicarsi a tempo pieno alla costruzioni coi Lego.
Dopo esposizioni in tutto il mondo, le sue opere sbarcano a Roma nella mostra The Art of the Brick organizzata al Set – Spazio Eventi Tirso, che durerà fino al 25 aprole 2016. Si potranno ammirare 80 opere dell’artista, che ha deciso di esprimersi attraverso un mezzo versatile ma soprattutto giocoso.

index1Le opere risultano dinamiche grazie alla luce, alla prospettiva ma soprattutto al colore: l’occhio viene catturato da queste superfici lucide che esaltano la tridimensionalità delle creazioni, che risultano la trasposizione nel reale di immagini grafiche di prima generazione. Paiono dei pixel sgranati che prendono vita e danno forma alla fantasia.

Sawaya si è cimentato sia in opere originali, come un T-Rex lungo 7 m, che in citazioni di altri capolavori come la Gioconda o l’Urlo di Munch.

Notevole è l’impegno e la precisione con il quale l’artista ricrea di volta in volta le sue invenzioni, che se di primo acchito rimandano solo a un gioco per l’infanzia, a una seconda analisi raccontano la condizione umana, le emozioni e l’immaginazione.

La CCN ha inserito la mostra nella top 10 delle mostre imperdibili in tutte il mondo, e il curatore della mostra Fabio Di Gioia si è detto orgoglioso di ospitare a Roma un artista di questo calibro, sottolineane il legame tra la Capitale e la cultura del mattone, inteso proprio come componente per la costruzione, a partire dalle case di tufo della prima epoca romana.

Sono tanti gli artisti che hanno preso ispirazione dalla fanciullezza, uno su tutti Picasso, inteso come periodo di massima creatività nella vita dell’uomo: l’età dell’oro dell’esistenza umana, dove la fantasia non ha briglie, né limiti né pregiudizi.

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Nathan Sawaya ha regalato a tutti noi la possibilità di rivivere emozioni e gioie dimenticate, riportandoci a quel periodo di speranza e innocenza che tanto manca nelle nostre vite.

Credo che le mie opere conquistino il pubblico perché i Lego sono giocattoli familiari: così propongo un’arte democratica e accessibile a tutti, in cui ognuno trova il suo approccio

 

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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