New York: un museo a cielo aperto

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Il muro, si sa, attira la scrittura.

Roland Barthes

El Barrio
El Barrio

Vogliamo tralasciare le polemiche più recenti legate alla mostra appena inaugurata a Bologna Street Art – Banksy & Co, perché si sa… “tanto rumore per nulla” ha reso la mostra uno degli eventi più attesi dell’anno. Da quando la Street art è nata ha avuto un rapporto con il paesaggio urbano mutevole e contraddittorio. Forse è sempre stato questo il bello. New York è un museo a cielo aperto. L’identità degli innumerevoli abitanti si vede disegnata tra i cancelli e i muri delle case dei più disparati quartieri della città.

Chi si reca a New York non può non visitare quartieri come ad esempio quello di Bushwick a Williamsburg, il nuovo quartiere hipster e di tendenza. Si sviluppa intorno alle fermate della Metro L Morgan Avenue e Jefferson Avenue. Scendendo dalla metro sarete immediatamente sommersi da una distesa di nulla: vecchie fabbriche abbandonate, strade vuote e palazzi decadenti, ma tra questi casermoni potrete scorgere alcuni dei murales più belli ed emozionanti della Grande Mela. Fino a pochi anni fa l’intera area era off limits non solo per i turisti ed i visitatori ma addirittura per le forza dell’ordine. Una sorta di terra di nessuno in cui poteva davvero capitare di tutto. Poi qualcosa è cambiato, la gente del quartiere ha iniziato a reagire. L’impulso più forte è venuto da Joe Ficalora e dal suo impegno per la rinascita e la promozione di questa zona. Così, forte dell’idea che la rinascita debba necessariamente passare anche dall’arte e dalle sue manifestazioni più vere ed originali, Joe ha creato The Bushwick Collectiveun’esposizione permanente di Street art che, attraverso i colori accesi ed i personaggi reali o di fantasia immortalati sui muri dei palazzi e delle fabbriche del quartiere, racconta non solo il grande desiderio di rinnovamento ma anche i sogni, le storie, i progetti, i pensieri e le speranze di un’intera comunità. Ormai vengono organizzate delle vere street art walk,  che guidano i visitatori alla scoperta di alcuni dei maggiori artisti presenti tra le vie di questo variopinto quartiere. Artisti come: Willow, Roa, Sweettoof, Dain,  Swampy, Invader, Buffmonster, C215, Over Under, Faile, Bast, HowNosmStikman, Hellbent e molti altri ancora.

Murale Buswick
Buswick

Un altro quartiere assolutamente da non perdere per gli appassionati di Street art ma non solo, è quello del El Barrio. East Harlem, è situato nella parte Est dell’Isola di Manhattan, tra la 95th Strada e la 142th. Viene chiamato anche Spanish Harlem ed è storicamente un’area di immigrazione che oggi ospita la più grande comunità ispanica della città, nello specifico quella Portoricana. È una delle zone più variopinte e affascinanti. Camminando tra le strade si ha la sensazione di non essere più a New York…fino a quando non si finisce all’inizio della glitterata e ricca Madison Ave, molto diversa da quella che ricordiamo nella famosa serie TV Sex and the City.

Ma la Grande Mela è tutta un murales, vagando per la città si incorre sempre in qualche opera di artisti emergenti o già molto famosi. Una logica tribale conduce gli artisti a impossessarsi dello spazio pubblico. I graffiti infatti esistono da sempre, fin dalla pittura rupestre, risalente alla preistoria. Si tratta di un vero fenomeno antropologico. Anche se i primi graffiti risalgono agli anni ’30 del ‘900 la Street art trova la sua linfa generativa in quell’humus di segni carichi di energia trasgressiva che impregnano i muri delle città americane a partire dagli anni Settanta. In particolare, la vicenda si colloca nelle grandi metropoli dell’East Coast, Philadelphia e soprattutto New York, dove le comunità del Bronx e di alcune aree di Brooklyn iniziano a sprigionare tutta la loro energia e voglia di esistere. Il New York Times nel 1971 dedica un articolo, di fatto producendo inconsapevolmente il primo documento scritto sul writing.

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Buswick

Spesso la solitudine e la frustrazione accusato da molti giovani, invece di sfociare in attività di matrice violenta, si trasforma in energia creativa e voglia di affermare se stessi. Anna Pistuddi, storica dell’arte medievale parla cosi dei graffiti:

 Sono creatività allo stato puro, la cui bellezza sta nell’urlo dei colori, nella spigolosità di certi tratti, nella profondità poetica di un linguaggio espressionista e concreto che coinvolge chi guarda nella ricerca di senso. Se l’arte è, come credo, comunicare un’emozione o un messaggio e permettere alle persone di contattare la parte più profonda di se stesse e trovarvi un mezzo di auto-consapevolezza per conoscere la realtà in cui viviamo, credo che questa forma espressiva sia Arte

El Bario 2
El Barrio

In America si continuano a sperimentare nuove forme di graffitismo. Specialmente nell’America del Sud, dove negli ultimi anni si è verificato un vero e proprio boom di arte. Ma anche New York si colora d’arte. Un gruppo di artisti in questi ultimi anni si è reso portavoce di un progetto che si sta espandendo, seppur gradualmente, a macchia d’olio. «Vogliamo creare la più grande galleria all’aperto del mondo». L’obiettivo è l’utilizzo di murales e tag per trasformare la Lower East Side di Manhattan in una fonte di ispirazione. Il primo a lanciare l’idea è stato l’artista e skater Billy Rohan. Sono già ottanta le “opere d’arte” sparse per il quartiere, con risultati incredibili anche per il turismo. E così compaiono sulle saracinesche: arcobaleni, occhi colorati e cactus bianco e nero, fiori e bacche, triangoli dalle punta arrotondate e anche golosi richiami. Un turbine di colore sta così tramutando le zone più grigie della città in ulteriore fonte di ispirazione e di bellezza.

Speriamo che anche questo possa succedere in Italia. Ogni arte è specchio del tempo in cui nasce. La Street art da quando è nata ha sempre provocato diverse discussioni e critiche, forse per il fatto che non è rassicurante. Tuttavia ci dice quello che siamo oggi, a volte forse in maniera tanto più schietta e immediata. Non è proprio questo che la rende unica?

Laura Cometa per MIfacciodiCultura

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