“DESIGN Behind DESIGN”, ovvero il design… sacro

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Creare il sacro attraverso l’arte è un’operazione antica, storicamente e umanamente molto sentita. Tant’è vero che la storia dell’arte nasce e accompagna fin dalle epoche più remote quest’atto, che ne è parte sostanziale e uno dei motivi primi per cui la stessa arte esiste. Oggi però i confini dell’arte sfociano ancora tanto nel sacro, pur coinvolgendo anche altre sfere (la psicologia, l’inchiesta sociale e politica, ecc.).

Materiali: Ottone, rame, tessuto Misure: 82 x 100 x 30 cm. Photo: Paolo Vandrasch
Fausto Melotti, La Veronica (1973)

In merito a ciò, al Museo Diocesano di Milano la mostra DESIGN Behind DESIGN racconta in senso generale, trasversale e onnicomprensivo delle diverse arti moderne, questo desiderio di rappresentazione della sacralità. Come? Mettendo in gioco un’enorme rosa di artisti, tra cui contiamo Lucio Fontana, Fausto Melotti, Francesco Messina, Mario Sironi, Nicola De Maria, Mimmo Paladino, Gio Ponti, Figini e Pollini, Vico Magistretti, Angelo Mangiarotti, Luigi Caccia Dominioni, Roberto Sambonet, Giulio Iacchetti, Afra e Tobia Scarpa, Gabriele Basilico, Mario Carrieri, Francesco Radino, Mario Cresci, Luciano Migliavacca, Luigi Picchi, Francis Poulenc, Igor Stravinskij e molti altri.

Un mix che con colori, materiali e tecniche diversissimi tra loro risponde all’esigenza contemporanea dei visitatori “digitali” di essere sottoposti a quanti più spunti visivi possibili.
Un bombardamento di artisti diversi, sensibilità molteplici e storie disparate che convergono in un macro-tema che sta a cuore a molti per la sua ancestrale antichità e importanza che ancora oggi, pur in mezzo ad una società laica e atea, riconosciamo come necessario, quantomeno per il fatto che l’uomo ha in sé comunque una sua religiosità: questa si traduce in espressione naturale e continua ricerca e sperimentazione, indirizzata verso qualcosa che vada a indagare oltre l’umano.

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Lucio Fontana

I curatori Marco Romanelli e Carlo Capponi con Natale Benazzi, Laura Lazzaroni e Andrea Sarto, esprimono con questa mostra, organizzata in concomitanza con la XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano (dal tema Design after Design) dall’Arcidiocesi di Milano per volontà dell’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, inviteranno il visitatore a incuriosirsi osservando più che gli oggetti, il loro significato implicito e simbolico.

Non si tratta di un tema nuovo né di un filone espositivo particolarmente originale, anche se questo potpourri di arti e artisti sicuramente attrarrà molto la curiosità. Si punta evidentemente sulla quantità più che sulla qualità, ma la mostra è giustificata data l’assoluta potenzialità del materiale che è stato raccolto da varie e disparate fonti.
Una visita certo renderà agli occhi del visitatore ancor più forte l’idea della natura di un Museo Diocesano e il suo senso più profondo: un museo che raccoglie lo spirito e il significato delle sue opere, la loro valenza non solo artistica in senso stretto ma l’importanza per la comunità dei credenti e la vicinanza con la religione, la ritualità liturgica e celebrativa e la tradizione.

Gaia Boldorini per MIfacciodiCultura

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