Giuseppe Amadio: il rigore tra tensione e morbidezza

0 852

giuseppe amadioGiuseppe Amadio (Todi, 1944) è uno degli artisti contemporanei italiani più interessanti, noto anche come collaboratore ventennale di Piero Dorazio, designer d’interni e grafico pubblicitario.

Nel marzo 2015 la bellissima mostra Estro…ri…flessioni al MAON di Rende (CS) fu davvero un’esperienza importante per apprezzare opere che sarebbe riduttivo incasellare nel filone del Rigorismo.

La poetica di Amodio affascina e conquista perché, come ribadiva Piero Dorazio, è l’arte quella che amiamo, anche senza significati reconditi, impegno sociale o politico. L’arte è bella quando piace e la sua grandezza è nella capacità di entrare nelle nostre vite disarmata, senza orpelli. Il colore uniforme, una linea, un taglio, una piega o un rilievo sono le parole di artisti che si esprimono con rigore ed equilibrio, senza pretesa alcuna. Il critico d’arte Tonino Sicoli, direttore creativo dello stesso museo, proprio in occasione di quell’evento chiarì :

C’è un qualcosa di organico, che trasale da queste tele estroflesse anche quando si perde quel brusio fitto da biologia cellulare per adottare le fattezze più macroscopiche di una porzione di corpo o, addirittura, di un paesaggio desertico.

operaOgni opera nasce da una linea continua, prima disegnata e poi sviluppata tridimensionalmente in lamine di diverse altezze. Le lamine combinate con chiodi di ottone, dello stesso colore della tela, fanno forza sotto la tela di cotone morbidissimo. La tensione disegna sulla tela forme che rimandano al mondo vegetale, microorganismi unicellulari, scenari cosmici o frammenti materici.

Le tele di Amadio sono inizialmente bianche perché il colore è volutamente l’ultimo elemento aggiunto, la vernice che ricopre l’opera è una resina di gomma di caucciù che non subisce alterazioni o fratture.

65584-1431041434-Amadio-leftview-largeFino al 30 aprile 2016 è possibile godere di 25 tele dell’artista presso il Palazzo Granafei-Nervegna di Brindisi nella mostra Giuseppe Amodio. Nello storico edificio la modernità delle opere monocromatiche, la raffinata linearità che solca e muove la superficie pittorica diventano  metafora del percorso soggettivo di ognuno di noi.

Non siamo così lontani dallo Spazialismo di Fontana, questa volta però non è una lacerazione o un’apertura che ci rivela lo spazio. Giuseppe Amadio è un artista che imprime sulla tela tracce di un passaggio,come orme che tendono a comporsi in forme armoniosamente perfette. Realizza opere rielaborando, con cadenza semestrale, il concetto fondamentale della linea rigorosa che tende la tela. La tecnica elaborata personalmente è la prova che l’artista vero è colui che lavora con zelo su ogni opera, considerandola il tassello di un quadro infinitamente grande. Ogni idea viene indagata, ogni linea amplificata e resa tangibile attraverso la modellazione del metallo che ridisegnerà la tela. Lo spazio viene concepito in modo nuovo, dall’interno all’esterno le estroflessioni diventano il punto di contatto tra la nostra realtà e quella dell’opera.

dedica piero dorazio
Dedica di Piero Dorazio

Il cotone morbidissimo si spinge verso di noi, come una massa morbida di colore che rompe silenziosamente i margini della realtà, raggiungendo i nostri stati d’animo. Non ci sono spigoli, punte, tagli o squarci sulla tela che come una foto sbiadita, di onde del mare o dune del deserto, ci incanta e ci lascia presagire l’arrivo di una forza più grande.

Felicia Guida per MIfacciodicultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.