Italia nascosta – Museo di Scienze Naturali di Brescia

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Immagine1Molto spesso quando si parla di musei bresciani si pensa innanzitutto a strutture come il Museo di Santa Giulia, alla Pinacoteca Tosio Martinengo o ai musei nei pressi del Castello, come il Museo delle Armi o quello del Risorgimento, tutti comunque appartenenti alla Fondazione Brescia Musei. Purtroppo il Museo Civico di Scienze Naturali passa nella maggior parte dei casi in secondo piano, un po’ a causa della sua posizione decentrata rispetto ai classici percorsi turistici, ma soprattutto per la cronica mancanza di fondi che non gli consente di sfruttare a pieno le proprie potenzialità.

Questa struttura potrebbe diventare un’importante risorsa per la città, è infatti già punto di riferimento per le numerose associazioni naturalistiche e per gli studiosi del settore ambientale della provincia di Brescia. Sono inoltre attivi molteplici laboratori didattici dedicati alle scuole del territorio e volti alla sensibilizzazione e alla conoscenza delle realtà naturali, bresciane e non, anche da parte delle nuove generazioni di cittadini.

Specola Cidnea
Specola Cidnea

Il Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia non è però solo vivacemente animato da interessanti iniziative, ma ha anche una storia centenaria. Nasce infatti nel 1903 dalle donazioni delle collezioni naturalistiche e librarie dell’Ateneo Bresciano e trova la sua sede all’interno del castello della città. Cinquant’anni dopo viene costruita la Specola Cidnea nei pressi del Museo sul Bastione San Marco del Castello di Brescia, un osservatorio astronomico volto a dare maggiore prestigio e importanza alla struttura museale. Nel 1965 viene creata Natura Bresciana, rivista ufficiale del Museo di Scienze Naturali, che si occupa tutt’oggi della divulgazione del pensiero naturalistico come strumento di conservazione del paesaggio e dell’ambiente. Infine tre anni dopo, nel 1968, il Museo viene trasferito nella nuova sede di Via Ozanam, appositamente costruita per ospitarlo.

museo07-webIniziano quindi nel 2002 le procedure per far riconoscere il museo da parte della Regione Lombardia, tale riconoscimento gli viene però negato nel 2004 siccome negli stessi anni era stato deciso di costruire la biblioteca al piano superiore del museo, scartando però il progetto iniziale di costruzione di un padiglione esterno adiacente all’edificio e le necessarie ristrutturazioni di tutti i locali. L’intero immobile viene trasformato così in cantiere svuotando anche i magazzini contenenti le collezioni che in quel momento non si trovavano in esposizione. Il risultato fu la cospicua perdita di denaro per la struttura e gli inevitabili disagi per i visitatori che non poterono usufruire a lungo di un’adeguata esperienza museale. La ristrutturazione delle altre sale passò perciò in secondo piano. Nel 2006 si decide quindi di richiedere il secondo riconoscimento allegando anche la presentazione del primo progetto concreto di ristrutturazione e riuso dei locali appoggiato dal Comune di Brescia. Nel 2007 arriva l’agognata l’approvazione per il riconoscimento museale da parte della Regione Lombardia a patto però che venga realizzata la ristrutturazione descritta nel progetto presentato. Dal Comune non arriveranno mai i fondi promessi per la sistemazione delle sale e i monitoraggi vengono per anni superati compensando la carenza di spazi con numerose e interessanti attività e collaborazioni.

Nonostante la volontà del museo di creare un ambiente vivo e ricco di stimoli per i suoi visitatori, desiderio che in parte è realizzato grazie alla grande affluenza di ospiti giornaliera, all’inizio del 2015 la Regione Lombardia invia l’ultimatum. Circa il 40% dei locali necessitano ristrutturazione, il museo continua a non possedere uno statuto e non rispetta le norme riguardanti le barriere architettoniche. Il museo deve quindi rientrare negli standard entro sei mesi per evitare il declassamento e poter così partecipare ai bandi per i finanziamenti nazionali e internazionali che tanto gli servirebbero.

12435800_10206965080519716_1134071580_n(1)La cifra stimata per il rinnovamento del museo ammonta ormai a quasi un milione di euro, procrastinare i necessari ammodernamenti non farà altro che far crescere questa cifra già stellare. Il 5 agosto 2015 il declassamento, a seguito di un’accurata ispezione della direzione generale Cultura del Pirellone, viene congelato solo grazie al ruolo didattico e di riferimento che il museo svolge all’interno della provincia. Anche se non è stata realizzata una riqualificazione complessiva, il museo è infatti in piena attività ed è stato condiviso un piano di rinnovamento che prevede innovazioni negli allestimenti e nell’organizzazione degli spazi espositivi che saranno più moderni e interattivi. Sono inoltre in programma collaborazioni con l’Università di Brescia e con le associazioni già legate al museo. In aggiunta l’auditorium ospita già una vasta gamma di iniziative organizzate dal museo stesso e da associazioni di cittadini che portano avanti corsi, dibattiti e proiezioni cinematografiche aperte al pubblico.

Il Museo Civico di Scienze Naturali è a tutt’oggi in attesa di conoscere le proprie sorti, sorti che dipendono anche dalla necessità di fondi per iniziare i lavori di riqualificazione che lo renderebbero in linea con la modernità e soprattutto gli darebbero la possibilità di assolvere ancora meglio al compito didattico che già porta avanti nonostante la scarsità di mezzi.

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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