image1Un tema insolito è stato scelto per la mostra Failures: Process beyond success che inaugurerà l’8 aprile presso gli spazi della Cascina Cuccagna di Milano: il fallimento nel design e nell’arte. In concomitanza con l’apertura del Salone del Mobile di Milano (12-17 aprile), la mostra, curata da Raumplan e ACCC, propone una vasta scelta di opere, spaziando tra i maggiori designer e marchi: questa grande varietà di pezzi ha però un particolare filo conduttore comune, ovvero l’essere tutti progetti falliti che però hanno portato alla creazione di nuovi imput e idee.
La mostra, pensata per lo spazio espositivo di oltre 4000 metri quadri da poco ristrutturato, si pone nel contesto degli eventi collaterali de il Fuorisalone 2016.

Sono le tre sezioni in cui è stata suddivisa l’esposizione, ognuna delle quali incentrata su un diverso approccio al tema del fallire, del non raggiungere l’obiettivo prescelto, sottolineando però quel particolare processo di progettazione che risulta fondamentale per il design.
Failures si presenta infatti come una mostra dedicata al design che non dà tanta importanza al risultato finale quanto più a quello che è il processo creativo che ne sta alla base. Non mettere in luce l’effetto finale di un prodotto artistico e di utilità ma cercare di illuminare quei campi oscuri di pensiero che creano invece il percorso delle idee. Un percorso che non sempre arriva diritto dove si era prefissato, ma anzi devia, cambia e proprio per questo porta a nuove proposte inaspettate.

Proprio questo sono i concetti che guidano il visitatore nei percorsi insoliti della prima parte dell’esposizione: prima, ne la Galleria si incontrano opere di grandi artisti, da Alessandro Mendini a Ettore Sottsass senza dimenticare i grandi brand come Kartell e Alessi. Prototipi e documentazioni delle fasi di ricerca, questi gli oggetti presenti a segnare il cammino verso la creazione di valore artistico nei prodotti.

image2A seguire nel percorso creativo dello spazio espositivo ci si imbatte poi in Trials, la mostra collettiva di giovani designer che, accolta nella sala Capriate, porta con sé la rassegna visiva della quotidianità del lavoro, lavoro che spesso diventa una “prova” di libertà di pensiero e coraggio nel lasciare il sentiero ed addentrarsi nei rischi che solo una sperimentazione creativa può portare.

Perché è la fase di pensiero, progettazione e lavoro ad essere la protagonista di qualsiasi prodotto di design, come spiega l’ultima sezione della mostra: Ventures. Qui viene proposta una collezione di oggetti di aziende e professionisti del settore, presentati però tramite il loro processo di produzione. Lo scopo? Ancora una volta mostrare non ciò che si vede ma quella par nascosta di fatica ed elaborazione.

Un diverso modo di rivolgersi al design quindi, che non guarda al risultato ma a tutta quella serie di prove, errori e ripensamenti che portano a trovare il pezzo giusto solo dolo averne incontrati molti  sbagliati. Un percorso di documentazione della creatività per osservare il Fuorisalone dietro le lenti del designer.

Sara Cusaro per MIfacciodiCultura

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By on aprile 7th, 2016 in Articoli Recenti, Visual & Performing ARTs

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