Paul McCartney, John Lennon e i diritti mancati

0 2.146

lenno-mccartneyDopo 56 anni di attesa i diritti sul repertorio dei Beatles potranno finalmente ritornare nelle mani dei loro legittimi proprietari.

Paul McCartney il 15 dicembre del 2015 ha avanzato la richiesta, tramite i suoi legali, per la riacquisizione dei diritti delle canzoni dei Faboulus Four servendosi di una legge statunitense. Tale legge permetterebbe a McCartney di riappropriarsi della metà dei diritti sulle canzoni scritte a quattro mani con John Lennon. Tale legge del 1976 chiamata Copyright Act, in vigore solo negli States e per tanto limitata ai confini americani, prevede che l’autore, o gli autori, possano reclamare i diritti sulle proprie opere dopo 56 anni dalla pubblicazione iniziale.

Come molti sanno la questione dei diritti discografici del repertorio Beatles si protrae da molte decadi, soprattutto perché nella vicenda si fece strada Michael Jackson che nel 1985 acquistò i diritti in questione dalla Associated Television Corporation (Atv), che a sua volta li acquistò nel 1969 dall’editore musicale Dick James e dal suo socio Charles Silver. Questi ultimi rifiutarono negli anni Sessanta l’offerta proposta da McCartney e Lennon già intenzionati ad acquisire i diritti sulle proprie opere, concludendo poi l’accordo con la Atv Music all’oscuro dei due Beatles ed incassando 1,5 milioni di sterline.

Recentemente la Sony Corporation ha dichiarato di aver acquisito il 50% di Sony/Atv, la casa editrice fondata da Michael Jackson con la partecipazione di Sony nel 1995. Nel catalogo della Sony/Atv erano difatti inclusi anche i fantomatici diritti del repertorio Beatles. Il tentativo insomma è quello di appropriarsi in toto di questi ormai mitici diritti discografici, essendo scomparso Michael Jackson.

4Sembra che McCartney abbia preso la decisione di avvalersi della legge Copyright Act proprio in conseguenza di tale manovra finanziaria. La leggenda narra infatti che esistesse una sorta di accordo tra Michael Jackson e Paul McCartney, siglato nel 1981 quando i due collaborarono per la creazione del singolo Say Say Say, dove Jackson promise all’amico di adoperarsi nel tentativo di recuperare il repertorio Beatles, dopo aver saputo la lunga vicenda che ne ha decretato le sorti.

Commentare questa vicenda non è così facile come può sembrare. Rimanendo sulla superficie della questione sono convinto che il favore del pubblico andrebbe a McCartney, che oltre ad essere autore effettivo delle opere che hanno generato e generano tuttora un profitto commerciale molto concreto, si è visto “sottrarre” la proprietà dei diritti in maniera poco limpida.

Scavando più a fondo nella questione si può anche riflettere sul fatto che il mondo della produzione musicale è basato spesso sui contratti che gli artisti siglano con le etichette. In cambio delle loro prestazioni artistiche in fase di incisione questi ricevono uno stipendio a tutti gli effetti, potendo in tal modo produrre degli album ma cedendo i conseguenti diritti di vendita alle etichette stesse. In fase di contratto la cosa è stabilita chiaramente, nero su bianco.

3Ora non vorrei lasciare l’impressione di essere il paladino delle etichette discografiche, si sanno difendere benissimo anche senza il mio aiuto. Ciononostante credo comunque che quando degli artisti decidano di legarsi ad una casa discografica siglando un contratto abbiano il diritto ed il dovere di rispettare tale contratto, con gli eventuali pro e contro.

Per quanto riguarda la questione morale del diritto d’autore invece il favore cade sicuramente verso McCartney, dopotutto le creazioni artistiche sono sempre figlie dei loro autori. Vedere un proprio figlio in mano ad altri è una cosa insopportabile.

Il problema però è che leggendo della vicenda su diverse riviste e giornali la questione del valore morale del repertorio sembra passare in secondo piano, a favore di un più consistente patrimonio economico.

Damiano Sessa per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.