La Tokyo a colori di Daido Moriyama in mostra a Modena

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055-680x461Dal 3 marzo è in corso presso la Fondazione Fotografia di Modena un interessante mostra fotografica, curata da Filippo Maggia, intitolata Daido Moriyama in Color che celebra il fotografo Daido Moriyama con 130 suoi scatti inediti a colori.

Moriyama, classe 1938, nato a Ikeda nella prefettura di Osaka, è uno dei più importanti esponenti contemporanei dello street photography giapponese, famoso per le sue foto in bianco e nero tipiche dello stile on the road, ma portatrici di una visione del tutto originale.
La strada è il suo background preferito: in giapponese si dice hiro michi – parola formata da due caratteri che significa strada ampia, che possono essere letti anche con il suono dai-do, il suo nome d’arte Daido. La strada rimarrà quasi sempre unico scenario della sua vasta produzione, riprodotta in ogni suo particolare e in ogni suo soggetto. Dalle case popolari, alle prostitute, le luci, le insegne, le auto, le moto, tutto in uno stile frenetico, caotico che ben ci racconta la Tokyo post-bellica, tra l’occupazione americana e le proteste studentesche.
Lo stile di Moriyama è graffiato, sfocato, in una costante ricerca di originalità anche nella prospettiva mai “pulita” ma distorta, sgranata, nello stile are – bure – boke che lo ha sempre contraddistinto.

12_Daido-Moriyama_color-1970sM-6-7-2-1024x690Daido Moriyama in Color ci dà la possibilità di ammirare un Moriyama diverso, a “colori”, con le sue foto a tinte a volte tenui, a volte a tinte acide, spesso alterate con la tecnica della sovraesposizione, tutte realizzate tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Ottanta. Foto più naturali, forse un po’ meno aggressive di quelle in bianco e nero, ma che riportano lo stile inconfondibile dell’autore. La sua visione della città diventa più leggera, più curiosa, come quella di un viaggiatore che volutamente si perde tra le strade in cerca della vita reale.

Negli ultimi anni Moriyama ha raccolto questi scatti in due volumi, Kagero and Colors nel 2008 e Mirage nel 2013, tanto è stata vasta la sua produzione fotografica, incluse foto bondage commissionate dallo scrittore erotico giapponese Oniroku Dan. Ma gli scatti più rappresentativi del fotografo sono inclusi nella raccolta Farewell Photography, pubblicata negli anni Settanta: una visione unica di Tokyo, intima, sensuale resa grazie agli scatti clandestini, fatti in movimento, sequenze, che non raramente suscitano emozioni contrastanti, dall’angoscia alla claustrofobia, ma sempre di una bellezza ipnotizzante.

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L’arte di Moriyama è stata celebrata nei più grandi musei del mondo, dal Metropolitan Museum di New York, al Tate Modern di Londra, al MoMA di San Francisco, e alla Fondation Cartier di Parigi.

Fino al 8 maggio la Fondazione Fotografica di Modena offre quest’importante opportunità per ammirare questa personale sul fotografo nipponico, accompagnata da un volume di 250 scatti edito da Skira e curato sempre da Filippo Maggia.

Il colore descrive ciò che incontro senza filtri. È gentile, riguardoso, come io mi pongo nei confronti del mondo.

D. Moriyama

Fabiana Lisita per MIfacciodiCultura

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