Heath Ledger: l’immersione nelle profondità dell’animo attoriale

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È il 22 gennaio del 2008 quando, nel suo appartamento a Soho, New York, viene trovato il corpo nudo e inanime di Heath Ledger, tra i più interessanti e promettenti giovani attori del cinema.
La morte prematura del talentuoso interprete australiano, ha sconvolto nel profondo tutto il mondo, lasciando un vuoto incolmabile nella settima arte. Noto per la sua maniacale e quasi ossessiva minuzia nella preparazione dei personaggi da interpretare, Heath si è guadagnatonel breve tempo passato sulla Terra l’ammirazione di tanti colleghi e registi grazie alla sua profonda passione e abilità attoriali. Una stella luminosa che sfortunatamente si è spenta troppo presto.

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I segreti di Brokeback Mountain

Heath Ledger nasce il 4 aprile del 1979 a Perth, in Australia ed ancora ragazzino decide di trasferirsi a Sydney per inseguire il proprio sogno di attore. Inizialmente, grazie al suo good looking, riesce a lavorare in alcune serie TV per teenager che lo portano ad un primo successo in patria, ma ben presto, il ragazzo è deciso a togliersi di dosso questa etichetta di belloccio e vuole dimostrare a tutti il suo talento innato e genuino.
Nel 1999, dopo il ruolo nel film Two Hands, finalmente notato e seguito da Hollywood, viene chiamato a lavorare nel film Dieci cose che odio di te a cui segue la sua prima vera prova impegnativa al fianco di Mel Gibson nel Patriota nel 2000. Anche in USA il giovane Heath inizia a farsi conoscere e apprezzare e le sue interpretazioni attirano sempre più i consensi di pubblico e critica.

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Con Michelle Williams

La svolta artistica arriva nel 2005, quando l’attore australiano viene scelto dal regista Ang Lee per un ruolo da protagonista insieme a Jake Gyllenhal nel film, divenuto successivamente vero e proprio manifesto della cultura gay, I segreti di Brokeback Mountain. La pellicola, che narra della tormentata storia d’amore tra due cowboy in un periodo dove imperavano conservatorismo e barriere sociali, mette fortemente in mostra le sue abilità attoriali, considerate anche le difficoltà e le complicazioni relative all’interpretazione del personaggio. Il film lo fa diventare una superstar mondiale e l’anno seguente, al Santa Barbara International Film Festival, viene proclamato miglior rivelazione dell’anno. Brokeback Mountain riceve 8 nomination agli Oscar del 2006, e Heath viene nominato nella categoria miglior attore protagonista. Durante le riprese del film inoltre si innamora della collega Michelle Williams, con cui darà inizio ad una lunga e profonda relazione, consolidata presto dalla nascita della loro figlia.
Dopo la rassegna degli Oscar, Heath è seriamente intenzionato a prendersi una pausa lavorativa, per dedicarsi a tempo pieno alla famiglia. La ricerca di un periodo di tranquillità si rivela però assai complicata per via dei paparazzi che seguono in continuazione la coppia.
L’attore decide quindi di tornare sul set con il film Candy: qui si cimenta in un altro ruolo difficile, quello di un personaggio assuefatto dalle droghe, dove ricerca e immedesimazione nel personaggio risultano totali, tanto che girano presto voci di una sua predisposizione a quest’ultime. Dopo le interpretazioni di personaggi musicali quali Bob Dylan e Nick Drake, musicista suicida e figura misteriosa, i rumours su una presunta crisi con Michelle Williams vengono confermate, e alla fine del 2007 i due si lasciano definitivamente.
Heath si trasferisce in un appartamento a Soho, in quel luogo dove solo pochi mesi dopo verrà trovato morto. Nello stesso periodo, comincia per il giovane attore australiano la sfida artistica più difficile, che lo renderà memorabile e consegnerà la sua interpretazione alla leggenda: Joker ne Il cavaliere oscuro (The Dark Knight), il secondo capitolo della saga di Batman diretto da Christopher Nolan. La figura del perverso e psicopatico clown tira fuori il lato più tenebroso delle sue caratteristiche attoriali e lo mette di fatto a dura prova sia fisicamente che psicologicamente.
Per entrare nel personaggio, Heath Ledger si chiude un mese nella sua camera d’hotel a Londra, sperimentando le differenti voci e caratteristiche del personaggio. Il metodo usato solitamente dall’attore si rivelerà poi azzeccato, ma forse troppo estremo, portandolo a scavare fino in fondo nell’oscurità dell’animo umano, ad entrare così nel profondo da non poter più riemergere in superficie.

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Joker

Heath Ledger non assisterà mai alla première ufficiale del film e alla sua magistrale interpretazione, che contribuirà al successo stellare della pellicola e a fargli vincere l’Oscar postumo come miglior attore non protagonista.
Quel maledetto martedì 22 gennaio del 2008 non si sa cosa sia accaduto di preciso, se sia trattato di suicidio o solo di un tragico incidente causato dall’abuso e dalla miscela di farmaci per l’insonnia e l’ansia. Certo è che il destino ci ha portato via troppo presto e ingiustamente un giovane talento con una passione così viscerale per il proprio mestiere, da essere capace sicuramente di regalarci altre immense e intense interpretazioni.

Recentemente, in concomitanza con l’uscita del documentario tedesco Heath Ledger: Too young to die, che racconta gli ultimi anni di vita dell’attore, è stato svelato dal padre il diario dell’attore fin’ora rimasto segreto, dove il figlio annotava il suo lavoro per interpretare Joker. Nelle pagine si nota chiaramente la sua lotta interiore con il difficile ruolo e l’immersione completa nella quale era coinvolto, ma ciò che ad oggi, dopo la sua scomparsa, risulta particolarmente significativo e quasi premonitore, è quel Bye Bye scarabocchiato in una pagina del diario. L’involontario ultimo saluto di una delle più brillanti stelle di Hollywood.

Ivano Segheloni per MIfacciodiCultura

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