Se un murale dedicato a David Bowie diventa un santuario

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Jimmy C e il “suo” Bowie

La ribelle icona britannica dai mille volti David Bowie ha esalato l’ultimo respiro quell’ormai noto 10 gennaio. Si è sentenziato a lungo in merito: una malattia taciuta, una morte “assistita” e un album, Blackstar simbolo di un addio in grande stile. La sua musica ha saltellato tra le caselle del “gioco del mondo”, tra folk acustico, elettronica e Glam rock. Attore, scrittore, pittore, collezionista d’arte (Rubens, Tintoretto, Balthus) ha palesemente segnato i nostri cuori e la nostra cultura con l’immortale saetta multicolore, copertina di Aladdin Sane, album del 1973.
È proprio questa l’immagine riprodotta nel murale dell’artista australiano Jimmy C, realizzata nel 2013 ed oggi divenuta un santuario improvvisato dedicato al Duca bianco, tra candele, fiori e lettere dei fan:

«Grazie per tutto, mi hai dato ispirazione in tutto quello che ho fatto», si leggeva su un biglietto. «Stelle alle stelle. Cenere alla cenere», aveva scritto qualcun altro.

Un vero e proprio via vai da Brixton, ribelle quartiere londinese dove nacque Bowie, solo per far visita all’”altare non ufficiale“, gremito di vecchi punk, hipster barbuti e “donne pop” con evidenti tatuaggi raffiguranti il volto di un mito mondiale. In sottofondo Starman, uno dei cento migliori singoli di tutti i tempi che rappresentò un punto di svolta nella carriera del neofita Bowie-Ziggy Strardust.

Ha dichiarato Lib Peck, leader del Municipio:

È decisione della famiglia fare quello che è più appropriato. Dobbiamo rispettare e essere pazienti. Gli abitanti di Lambeth sono rimasti colpiti dall’esplosione di visibile affetto dimostrato dai fiori, dai messaggi e dalle persone che hanno visitato il luogo, rendendo omaggio a questo unico figlio di Brixton.

dt.common.streams.StreamServerÈ, infatti, recente il comunicato stampa attraverso il quale il Municipio dichiara che, oltre alla protezione dell’opera, sta considerando di rinominare l’area dove si trova e di far diventare il luogo una sorta di memoriale permanente.

Anche oltreoceano gli ammiratori della stella pop non hanno esitato e ancora una volta attraverso piccoli gesti si è tentato di eternare colui che simile a nessuno, imitabile da nessuno ha persino sdoppiato e anche più, la sua essenza: «…è triste. Era molto influente, e un grande musicista. È una grande perdita».

This is Ground Control to Major Tom

You’ve really made the grade

And the papers want to know whose shirts you wear

Now it’s time to leave the capsule if you dare

 

Teresa Straface per MIfacciodiCultura

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