Back toDay. 3 aprile

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Riprendendo la formula usata ieri, se voleste vivere questa giornata con lo stesso spirito del Back toDay, la vivreste… istintivamente. Il settantunesimo compleanno di Catherine Spaak – classe 1945 – mi fa associare questo dì alle “voglie matte”, come quella di cui cadeva preda Ugo Tognazzi in un film che si chiamava, appunto, “La voglia matta” (1962, Luciano Salce); lì la diciassettenne Catherine interpretava una svagata coetanea del figlio di Tognazzi, e calamitava irresistibilmente l’inter3 aprile #1esse del quarantenne Ugo.

Giusto il 23 marzo dicevamo che quest’ultimo era fisiognomicamente predisposto a interpretare ruoli di individui caratterizzati dai forti appetiti, vuoi per gli occhi stretti, vuoi per le guance cospicue. Anche in questo 3 aprile la fisiognomica è determinante, restando in ambito di “voglie matte”: cento-otto anni fa nasceva lo sventurato Bruno Lüdke (1908-1944), un ritardato che durante la WWII si vide accollare decine di omicidi a sfondo sessuale (sotto tortura ne confessò ottantacinque) per il semplice fatto che il suo aspetto – lombrosianamente – lo rendeva un assassino perverso molto verosimile. Un “assassino nato”, come indicavano la sua fronte “neanderthaliana”, le sue orecchie, la sua dentatura, e così via.

Se il povero Lüdke (morto durante alcuni esperimenti operati dai nazisti) aveva la faccia di chi uccide con moventi “sensuali”, novantadue anni fa nasceva uno dei volti più connessi alla sensualità nella Storia del Cinema: Marlon Brando. Come Tognazzi, anche lui aveva guance significative e occhi dal taglio sottile, anche se la combinazione di tali componenti era più seducente. Peraltro ne “La grande abbuffata” (1973, Marco Ferreri) Tognazzi si camuffa come il Vito Corleone interpretato da Brando ne “Il padrino”, e per farlo si infila dei kleenex in bocca per assumere lo stesso volume guanciale.

È questo il dì mondiale / che celebra i guancioni;

girate tutti quindi / gonfiati qual palloni.

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

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