“Un patrimonio da riconquistare”: il grido di Federico Giannini

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WCENTER 0XKLAGOGCK                Una immagine della Domus dei Gladiatori dopo il crollo avvenuto oggi 6 novembre 2010 a Pompei.  L'area al momento è transennata e non è possibile accedere. La Domus è sulla via principale, via dell'Abbondanza, quella maggiormente percorsa dai turisti, in direzione Porta Anfiteatro. Predisposto un percorso alternativo per i tanti turisti. ANSA
La Domus dei Gladiatori a Pompei dopo il crollo avvenuto il 6 novembre 2010

Gli appassionati d’arte sicuramente lo conosceranno già, alcuni avranno letto un suo pezzo sulla rivista Art e Dossier, la maggior parte di voi lo seguirà sui social. Lui è Federico Giannini, classe 1986, artefice – insieme a Ilaria Baratta – del progetto Finestre sull’arte nonché autore del libro appena uscito Un patrimonio da riconquistare (Talos Edizioni), che parla in maniera critica e tempestiva della situazione preoccupante in cui versa il nostro Patrimonio Culturale, argomento affrontato in maniera attenta e appassionata.

Un patrimonio culturale tutto da riconquistare secondo l’autore, partendo da noi stessi e dalle nostre coscienze perché essere consapevoli di ciò che accade intorno a noi è il primo passo per progredire. Temi scottanti e attualissimi quelli affrontati nelle 180 pagine del libro, che vogliono informare e scuotere i lettori. Una vera e propria “finestra” aperta sulla mala gestione del nostro patrimonio storico artistico, depredato da una politica superficiale e inadatta che dura ormai da decenni. Una critica penetrante che attraversa le fallimentari riforme ministeriali fatte da chi, incompetente e disinteressato, non tratta la Cultura come la prerogativa del nostro Paese, ma come un pozzo petrolifero. Il disaccordo nei confronti di un governo che vuole costruire il Ponte sullo stretto, trivellare il nostro mare, abolire l’insegnamento della Storia dell’Arte nella scuola superiore, è una conseguenza ovvia e necessaria. Non si deve sfruttare soltanto una parte del nostro patrimonio culturale, avvantaggiando solo privati amici, ma è necessario metterlo per prima cosa in sicurezza, tutelare tutti i bellissimi siti in stato di abbandono che si snodano in tutto lo stivale e in seguito valorizzare queste bellezze che ci invidia tutto il mondo.

Un patrimonio da riconquistareSi parla di ciò che accade oggi: della preoccupante separazione tra tutela e valorizzazione, avviata dalla miope Riforma Franceschini, della trasformazione dei musei statali in fondazioni private, e i deludenti finti concorsi per il personale ministeriale con ragazzi qualificati che stanno a casa. Un rimprovero anche verso le iniziative dei musei, come le cosiddette “mostre blockbuster“: quelle che sembrano irripetibili, che puntano sul nome dell’artista o su un unico capolavoro di passaggio in città, e sminuiscono così il vero significato di esposizione museale indirizzando il pubblico alla galleria solo per “il grande evento”. Non si può più utilizzare quest’atteggiamento effimero, la cultura non è rapido intrattenimento. Amare l’arte non significa creare la fila ai musei la prima domenica del mese, perché è gratis.

Giannini dà voce, con i suoi articoli quotidianamente, a tutti noi amanti della cultura e dell’arte. Un grido di speranza in un mare di problemi come la mancanza di lavoro nel settore culturale e la riorganizzazione necessaria del Ministero dei Beni Culturali. Bisogna cambiare l’atteggiamento, non solo visitare grandi monumenti in grandi città, ma avvicinare il pubblico alla bellezza, alla natura e all’arte, «interessarlo alla scoperta di itinerari culturali possibili in tutte le regioni». Un’azione che coinvolge tutti quanti non solo la politica, ma soprattutto i cittadini, nel loro piccolo. Bisogna cambiare i dati allarmanti provenienti dall’Istat, secondo cui solo il 28% degli italiani ha visitato una mostra o un museo. Eppure oggi anche attraverso i social network, la cultura può essere più accessibile e ad una portata semplice e veloce, per tutti. Ma ovviamente questo non basta, è necessaria un’azione che parta dalle scuole, dove si formano i cittadini.

Un governo che abolisce questa possibilità con le sue ultime riforme, come può pensare di risanare il Patrimonio culturale del Paese?!

Onde rovinano il Tempio di Kaulon, Calabria
Onde rovinano il Tempio di Kaulon, Calabria

Sono necessari non solo i restauri delle fontane principali di Roma, finanziate da private case di moda, ma la manutenzione di siti meravigliosi, abbandonati e chiusi da anni al pubblico. Un caso lampante è l’attuale riapertura della Basilica di Santa Maria Antiqua, nel cuore dei fori romani, nella quale sono visibili resti di meravigliosi affreschi che stanno pian piano scomparendo, lasciata chiusa per circa trent’anni. Adesso sarà visibile per qualche mese e poi tornerà nello stato di abbandono in cui versava prima. Per non parlare del Patrimonio storico artistico del sud Italia, abbandonato da Dio. Non si può più lasciare che una mareggiata invernale porti via resti di domus antiche e templi greci, nella totale indifferenza di tutti, come avviene in Calabria.

L’Italia è un museo a cielo aperto, con un’attrazione culturale in ogni angolo, ma bisogna –come dice Giannini- riconquistare questo patrimonio. Come fare?! Partire prima da noi stessi, cittadini classe dirigente del futuro, essere sensibili sull’argomento, esserne consapevoli. Conoscere per poter difendere quello che abbiamo e combattere contro politiche sbagliate che mortificano il nostro Paese.

Allora meravigliamoci, appassioniamoci e difendiamo la nostra bella Italia!

 

Alejandra Schettino per MifacciodiCultura

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