Un inedito Giorgione alla Royal Accademy di Londra

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Giorgione – Ritratto di uomo (1506)

Giorgio da Castelfranco (Castelfranco Veneto, 1478 circa – Venezia, 1510) meglio noto come Giorgione, è considerato una delle figure più oscure della storia dell’arte. Si conosce più della sua morte, avvenuta a causa della peste, che della sua vita e delle sue opere. Eppure la sua arte ha avuto un’influenza importante sugli artisti sia a lui contemporanei sia che l’hanno succeduto, al punto che si associa a lui la storia cinquecentesca dell’arte italiana. Nonostante le sue opere siano quindi poche e di difficile catalogazione, la Royal Academy di Londra è riuscita a fare un miracolo e ad esporre quasi una dozzina di suoi dipinti nella mostra In the Age of Giorgione che dal 13 marzo fino al 5 giugno è aperta al pubblico.
Al di là di questa impresa, lo spettacolo è superbo, brillantemente costruito intorno allo stile di Giorgione, il poeta delle menti viventi e dei pensieri palpabili, dei drammi interiori contrapposti alla bellezza esteriore.

La mostra, che conta in tutto 50 lavori, include dipinti di artisti a lui contemporanei come Tiziano, Giovanni Bellini, Sebastiano del Piombo e Lorenzo Lotto, oltre a Albrecht Dürer, la cui influenza fu importante dal momento che il Rinascimento tedesco era già arrivato a Venezia nel 1506-1507.

ritratto d'uomo di bellini
Giovanni Bellini – Ritratto d’uomo (1505)

La prima opera esposta nella galleria è il Ritratto d’uomo di Bellini, che raffigura un uomo biondo in un cappuccio nero, in piedi davanti a un paesaggio di valli e montagne nebbiose. Si tratta di un dipinto di grande immediatezza, intimo, preciso e cristallino: impossibile non fermarsi a guardarlo.

Qualche metro più in là a catturare lo sguardo dei visitatori c’è il Il ritratto di Terris di Giorgione, palesemente simile al primo ma certamente ricco di particolari che, a differenza del precedente, generano immediatamente una sensazione di movimento, come se lo sguardo dell’uomo seguisse ogni spostamento di chi osserva. Sembra quasi che a momenti egli possa uscire dal quadro. Il ritratto, come è noto, ha un’iscrizione sul retro che identifica in Giorgione l’autore del quadro, mentre il soggetto invece rimane misterioso come tutto ciò che riguarda questo artista cinquecentesco.

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Giorgione – Ritratto di vecchia (1505)

Protagonista della mostra è La Vecchia (1508‑10), ritratto di una donna anziana (probabilmente la madre di Giorgione) che tiene in mano un pezzo di carta recante scritte le parole «col tempo». In prestito dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, si tratta di un lavoro davvero all’avanguardia per l’epoca: vediamo uno stravolgimento rispetto ai tradizionali ritratti della donna idealizzata poiché questa è un’opera allegorica del tempo che passa e dell’invecchiamento. La protagonista ha i capelli brizzolati, le guance rugose, la mano al seno che presumibilmente enfatizza la sua vecchiaia, ma guardando il suo volto profondamente sottile in tutto il suo fascino e intelligenza, il messaggio è un altro. Quella ritratta è una donna vera, accattivante, divertente, con gli occhi brillanti che sprigionano la sua esperienza e soprattutto la sua voglia di vivere.

Questa affascinante mostra si propone di svelare la complessa rete di influenze che hanno plasmato il lavoro di molti dei nomi più celebri dell’arte rinascimentale. I capolavori di Giorgione sono esposti fianco a fianco a quelli degli altri artisti presenti per dimostrare che è comunque possibile costruire una mostra intorno ad un artista enigmatico come lo sono i suoi quadri.

Erika Castorina per MIfacciodiCultura

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