A chi parla l’arte contemporanea? L’associazione cramum prova a rispondere

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L’esposizione del premio cramum 2014

L’associazione milanese cramum ha fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 2012, l’obiettivo di diffondere l’arte contemporanea, promuovendo esordienti e talentuosi artisti, oltre che manifestazioni culturali. Inoltre l’organizzazione indice ogni anno un omonimo premio finalizzato a sostenere il dialogo tra diverse generazioni d’artisti oltre che i giovani talenti.

I vincitori del premio 2016, giunto alla sua quarta edizione, saranno esposti nella mostra collettiva A chi parla l’arte contemporanea? presso Palazzo Isimbardi di Milano dal 11 al 20 maggio prossimi, realizzata anche grazie alla Fondazione Giorgio Pardi, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Edicola Italiana, Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Studio Museo Francesco Messina e Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano. La mostra sarà corredata da un prezioso volume edito da Skira curato da Sabino Maria Frassà, intitolato ovviamente A chi parla l’arte contemporanea? che raccoglierà le opere in mostra e le riflessioni critiche dei membri della Giuria.

In questo dialogo ideale tra nuovo e meno nuovo, il percorso espositivo prevederà 25 opere dedicate al tema della comunicazione dell’arte in un’era basata sullo scambio di informazioni continuo, nella quale però le opere contemporanee ancora a fatica trovano il medium perfetto. Gli artisti affermati in mostra saranno Ulla von Brandenburg, Szilárd Cseke, Emilio Isgrò, Andi Kacziba, Lin Ylin, Urs Luthi, Luigi Presicce, Laura de Santillana, Paolo Peroni, Francesca Piovesan. A costoro si affiancheranno i giovani di cramum, in un incontro-scontro che non potrà che dar da riflettere sul tema dell’esposizione: Gianluca Brando, Gianni Colangelo, Max Coppeta, Flora Deborah, Donatella De Rosa, Isabella Fabbri, Matteo Fato, Fabrizio Milani, Giuliana Storino, Kwanghoo Han. In occasione dell’apertura della mostra verrà decretato il vincitore, che avrà quindi la possibilità di organizzare una propria personale a Milano.

photoIl titolo della manifestazione è dunque una dichiarazione d’intenti, ovvero la ricerca della chiave comunicativa più efficace per diffondere il messaggio dell’arte contemporanea. Sempre più concettuale e auto-ironica, l’arte difficilmente raggiunge la maggior parte degli spettatori, molti dei quali si sentono quindi respinti dalla stessa arte perché esclusi dalla ricezione del messaggio e quindi non invogliati ad approfondire l’esplorazione di questo complesso mondo.

Ma qual è il ruolo dell’artista in tutto ciò? È giusto che continui ad esprimersi nella più totale autogestione non curandosi del problema della comprensione del messaggio, o è comunque un suo compito quello di trovare il giusto compromesso tra libertà d’espressione e capacità di farsi capire?
Insomma, il filtro tra l’arte e chi la guarda è sempre più fitto e complesso, un filtro fatto di cultura intesa come studio, autoreferenzialità, pseudo-intellettualismo e molto spesso, incredibile ma vero, conformismo. Dire che un’opera d’arte contemporanea magari decisamente ermetica e incomprensibile, in noi suscita sensazioni ed emozioni che ci portano subito a fornirne una dotta interpretazione, ci fa sentire intellettualmente e culturalmente superiori. Ma tale superiorità si ottiene solo con l’onestà, ovvero ammettendo di non aver compreso un’opera o di non trovarla abbastanza “artistica”, ma a quel punto crollerebbe l’intero circo venutosi a creare intorno ad artisti, opere, critici e vernissage dove c’è il buffet libero.

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Premio cramum 2015

Sabino Maria Frassà, uno degli ideatori del premio che sarà anche il curatore della mostra, ha così spiegato gli intenti di questa iniziativa:

Sono giorni in cui emerge chiaro il disagio dei giovani che si manifesta in una forte crisi di identità e nella difficoltà di crescere, comunicare ed essere capiti da/in un Mondo sempre più fluido e complesso. Diventa ancora più difficile comunicare ed essere capiti se si parla di e con l’arte contemporanea. Le 25 opere in mostra in A chi parla l’arte contemporanea? raccontano proprio questa difficoltà, ma raccontano anche l’estrema voglia di raccontarsi degli artisti (non solo di quelli giovani). Il premio cramum cerca così di dare voce ai migliori giovani artisti in Italia, a prescindere dalla loro provenienza: anche quest’anno 10 giovani artisti sono infatti messi in mostra e a diretto contatto con 10 “maestri” dell’arte contemporanea.
Ma il sostegno ai giovani artisti non può durare il tempo di un evento! Perciò, anche grazie alla collaborazione con tante istituzioni pubbliche e private, viene offerto ai giovani finalisti under 36 del premio un percorso di accompagnamento di crescita delle proprie potenzialità artistiche: mostre, cataloghi, ma anche coaching e contatti.

Coaching, contatti, cataloghi: d’altronde l’associazione cramum si basa proprio sulla comunicazione per la promozione dell’arte e il premio non può che essere proprio un vademecum per sapersi “vendere” nel senso meno veniale del termine. Le “capacità artistiche” comprendono anche quello.

Provocatoriamente parlando però, a questo punto mi domando: l’arte non sa forse più comunicare il suo messaggio perché troppo impegnata a comunicare se stessa in una nuova ottica di marketing?

INFO:

A chi parla l’arte contemporanea? – 4° premio cramum
Palazzo Isimbardi – via Vivaio 1, Milano
Dal 11 al 20 maggio 2016

Immagine di copertina: Sudario da caccia di Paolo Peroni, vincitore premio cramum 2014

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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