Letteratura e digitale: c’era una volta la carta stampata col solo inchiostro…

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libriSono stati brevettati da Google il 4 marzo sulla sua piattaforma Google Play due nuovi progetti che stravolgono la letteratura in formato cartaceo così come la abbiamo sempre conosciuta. Si chiamano rispettivamente Storytelling Device e Media Enhanced Pop-up Book, già ideati nel 2015.

Il primo si rivolge prevalentemente ai più piccoli. Si tratta infatti di un vero e proprio libro cartaceo dotato di sensori all’interno delle pagine grazie ai quali è possibile attivare audio e immagini relativi alla storia che si sta leggendo. Il secondo, invece, è un libro cartaceo capace di interagire con tablets e altri dispositivi portatili così che questi ultimi si attivino nel fornire informazioni aggiuntive, oltre che come nel caso precedente  tracce audio e immagini inerenti a ciò che si sta leggendo.

Il progetto di Google è dichiaratamente a favore del cartaceo in un momento in cui effettivamente l’editoria tradizionale sta vivendo una fortissima crisi. L’idea, dunque, è quella di rendere i libri cartacei più appetibili per grandi e piccini dandogli quella marcia in più che solo il digitale sembra potergli effettivamente dare. Un connubio che sembra perfetto, insomma, in cui cartaceo e digitale sembrano essere in perfetto equilibrio, oltre che uno al servizio dell’altro. Ma è davvero così?

storytelling device disegnoTeoricamente tutto sembra filare liscio e Google pare aver trovato il modo di non farci rinunciare a nulla e creare allo stesso tempo un prodotto innovativo e migliorato, che metta insieme il vasto mare delle possibilità fornite dal digitale e da internet, che per le nuove generazioni sembrano ormai essere una realtà quotidiana quanto irrinunciabile, e i tradizionali mezzi di comunicazione, di cui fanno sicuramente le vecchi libri stampati.

Personalmente, però, non sarò mai convinta che questo sia il futuro della letteratura, o almeno, voglio convincermi che non lo sia. Se è vero che grazie a questi nuovi prodotti posso avere maggiore interattività senza rinunciare al profumo dei libri nuovi e a quella sensazione delicata che si prova quando si passano le dita sulle lettere stampate e se ne percepisce il rilievo, non trovo una vera necessità per sottostare al compromesso. Alla carta stampata, dal mio punto di vista, non manca proprio nulla. Mi sembra, o forse temo, che il digitale gli aggiunga qualcosa che in realtà piano piano, senza far troppo scalpore, si intrufolerà tra le pagine ingiallite dei miei libri usati per privarle del loro valore originario.

brevetto google play libro interattivoPer chi vive la lettura come vita vissuta in mondi paralleli e profondamente solitari qualunque cosa che possa collegare tra loro un libro e il mondo esterno non può portare nulla di buono. Per chi non trova differenza tra un libro ed un nido, tra un libro ed una tana sotto un albero, tra un libro e l’interno di un fiore, la letteratura non avrà mi nulla da guadagnare dal digitale.

Per coloro che invece hanno già avuto il coraggio di passare ai libri in formato digitale probabilmente questa può essere un’opportunità per colmare quelle lacune che evidentemente i libri avevano ai loro occhi. Lo stesso vale per coloro che hanno sempre considerato la letteratura qualcosa di noioso, magari quei bambini a cui leggere in fondo non piace così tanto.

Ad ognuno il suo, insomma, ma io preferisco tenere per me i miei libri cartacei silenziosi, e se non ci sono immagini stampate ancora meglio, preferisco immaginare luoghi e personaggi in fotografie scattate da me e in disegni che mi picerebbe tracciare con le matite colorate.

Chiara Parodi per MIfacciodiCultura

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