Expo dopo Expo, una nuova officina di idee

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Per mesi si è parlato dell’Expo 2015 di Milano, per mesi si è atteso, pronosticato, poi commentato e ancora commentato. Ma cosa c’è di più interessante di un evento di portata internazionale? Forse, proprio quello che viene dopo.

EXPO_area expo1L’esperienza di Expo, infatti, non si è esaurita con la chiusura al pubblico del sito presso Rho Fiera, al contrario, comincia proprio ora la sfida perché l’investimento fatto non risulti fine a sé stesso e possa invece rappresentare una vera e duratura ricchezza per l’area.

L’assessore all’Urbanistica Alessandro Balducci e i responsabili di Arexpo, la società che detiene i terreni, si stanno attivando per gestire le iniziative future:

Adesso dobbiamo coordinare l’attività che dovrà svilupparsi. È importante che le diverse componenti abbiano un’idea del programma che vogliono organizzare. Ma con la nuova governance dovremo condividere la visione complessiva. In passato, quando si pensava di fare un bando per vendere l’area, si è immaginato un masterplan senza sapere esattamente che cosa avrebbe accolto. Adesso dobbiamo fare il contrario: fare un masterplan sapendo quali sono le funzioni, le attività e i servizi che ci saranno.

Fin dall’inizio era previsto che l’area fosse dedicata a differenti interlocutori importanti. Primo tra tutti, il piano per una nuova cittadella degli studi per l’Università Statale di Milano. Dopo una fase post-Expo di sospensione, il progetto riceve oggi nuovo slancio dalla scelta ufficiale dell’Architetto di fama internazionale Kengo Kuma per la progettazione dell’intero campus.
Con profili di struttura e di finanziamento piuttosto incerti, l’auspicio è che la mano decisa e innovativa del grande professionista possa dare forma e consistenza al piano edilizio.

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Kengo Kuma

A fianco di questo progetto, altre aree del sito Expo sono in discussione per diventare luoghi di innovazione, ricerca e sviluppo economico. La parte centrale del complesso di padiglioni infatti, con alcuni stand tra cui il “Supermercato del Futuro”, ospiterà ricercatori del polo scientifico Human Technopole, voluto dal governo, con laboratori che si occuperanno di medicina genomica, big data, nanotecnologie, genomica nutrizionale, in un’area di 30mila metri quadrati.
Anche Confinustria ha idea di utilizzare una parte della struttura per un nuovo progetto sperimentale, una sorta di “Silicon Valley” lombarda.

Nell’attesa che questi progetti prendano vita, il prossimo maggio il complesso riaprirà in forma ridotta per un periodo limitato, come ultimo lascito di un’esperienza interessante, i cui frutti forse devono ancora svelarsi.

Giulia Corino per MIfacciodiCultura

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