41 anni di Fantozzi: com’è cambiata l’Italia?

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Fantozzi_1Il 27 marzo 1975 usciva il primo film ispirato al personaggio di Ugo Fantozzi. Sono passati 40 anni, il ceto medio è scomparso e di conseguenza anche il personaggio creato e poi interpretato da Paolo Villaggio. Nonostante ciò, oggi il Fantozzismo è vivo più che mai.

Figura tragica, lavoratore disgraziato e sopraffatto dagli eventi, uomo medio e mediocre. Vessato dalla società, prototipo del tapino, quintessenza della nullità come ebbe a dire lo stesso Villaggio, il ragionier Fantozzi è un’iperbole vivente, un eccesso, in cui l’umanità del personaggio è sopraffatta dalle immani disgrazie che lo investono e a cui non reagisce minimamente.

Lo spettatore rideva e ride tutt’ora esorcizzando le sue paure, staccando la spina per un paio di ore consapevole del fatto che in parte quello che succedeva al personaggio interpretato da Paolo Villaggio succedeva anche a lui. La mediocrità con la quale viene descritto il personaggio sfocia in una rappresentazione delle sue volgarità: esternazioni “corporee”, turpiloqui, atteggiamenti negativi, che lo rendono comunque tragicomico.

fantozzi1Fantozzi era, in poche parole, il ritratto di una parte degli italiani, un borghese piccolo piccolo alla continua ricerca di un riscatto. Archetipo dell’italiano medio dunque, impiegato senza una laurea e senza un amico (pensiamo al legame con Filini, un rapporto che non va oltre il lei), che mette il pubblico di fronte alle proprie ansie e ai propri fallimenti.
In tutti gli uffici è esistita una seduttrice un po’ doppiogiochista come la Silvani, un collega arrivista e, soprattutto, tutti abbiamo almeno una volta pensato di essere perseguitati dalla sfortuna. Qualche mese fa, ospite da Fabio Fazio per la trasmissione Che tempo che fa, Paolo Villaggio ha detto:

Fantozzi e la sua generazione erano sicuramente più felici nella loro miseria di quanto lo siano oggi i giovani nella loro consapevolezza.

Sono passati 40 anni ed effettivamente è così. La classe media ha cessato di esistere e di conseguenza anche il personaggio di Ugo Fantozzi. Eppure oggi più di ieri il “Fantozzismo” è un fenomeno dilagante, come diceva lo stesso Villaggio ospite a In Onda Estate su La7: oggi i vizi e i tic dell’italiano medio dagli anni ’60 si sono evoluti come un Digimon.

polo-villaggio_980x571Fantozzi metteva in ridicolo la mediocre borghesia che passava, cosa che fa in parte ancora oggi, il proprio tempo a spendere soldi cercando di essere alla moda. Oggi più di ieri chiunque può avere la macchina che guida un Cristiano Ronaldo qualsiasi (rateizzandola in comode rate da 99€ al mese fino a quando non muori), oggi più di ieri si fa di tutto per essere alla moda e per piacere.
Ieri si correva dietro alla cabina in spiaggia, oggi all’ultimo modello dell’iPhone. Asserviti dai prodotti di consumo, frustrati, arroganti con i più deboli e zerbini con i potenti di Fantozzi oggi ne abbiamo tanti e forse c’è un Fantozzi in ognuno di noi.

Massimiliano Romualdi per MIfacciodiCultura

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