Ho rubato una penna. L’ho fatto per noi

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Premessa: Ho bisogno di dirvi, prima della lettura, che l’unica cosa vera di questa lettera è il bambino nato nel fango (a cui io ho dato un nome inventato). Dunque tutto ciò che leggerete di seguito non è accaduto, è frutto della mia immaginazione o meglio, per essere più reali, è quello che io ho immaginato osservando gli occhi di una ragazza di un campo profughi. Io L’ho scritta a cuore aperto, fatelo anche voi, leggetela a cuore aperto.

Caro Amore mio
Ti scrivo perché la notte oggi ha vinto. Non ha chiesto nulla a nessuno, il sole si è spaventato vedendola arrivare così prepotentemente ed ha ceduto, senza opporsi, senza regalarci lo spettacolo del tramonto.

Mi manchi, ed ho bisogno di scrivertelo fin da subito. Io voglio che tu sappia che mi manchi oggi, e la tua non presenza io la sento. Fa freddo qui, ed io mi sono coperta ma lui ha vinto, allora mi sono immaginata il tuo abbraccio che poteva scaldarmi il corpo, questo corpo sporco e secco che mi ritrovo. Viviamo, caro amore mio, tutti quanti ammassati in un campo senza erba, l’umidità sembra nascere sotto i miei piedi ed io e te che siamo abituati a vivere lì, dove il sole spende il massimo delle sue energie fa risultare tutto un inferno. E rido quando qui urlano di essere capitati in un inferno, perché l’inferno io me lo sono sempre immaginato caldo.

Ti dicevo che siamo tutti ammassati qui, spostati e nascosti da quello che chiamano Civiltà, abbiamo camminato tre giorni di seguito per finire il nostro viaggio momentaneamente in questo campo. La polizia ci ha guidato nella nostra marcia, senza mai regalarci un sorriso, un goccio d’acqua o un accenno di speranza.

IDOMENI, Grecia
Idomeni (Grecia)

Ti scrivo per dirti amore mio che Samira, la ragazza della mia età che era incinta, finalmente ha dato alla vita al suo bambino, in mezzo al fango, in mezzo alla sporcizia. Abbiamo deciso di chiamarlo ‘Amal(Speranza), perché ci sembrava impossibile che sarebbe rimasto con noi, invece ha resistito, ed il suo pianto è stato il nostro inno alla gioia, per un attimo tutto ci è sembrato possibile, per un attimo abbiamo sperato, tutti insieme. E qui nel campo c’è stato un sorriso che ci ha contagiati, piano piano tutti, vecchi, uomini, donne, bambini hanno sorriso nel nome di ‘Amal(Speranza).

E’ diventato il nostro eroe, ed ha appena 5 giorni.

Caro Amore mio Ti scrivo come ti dicevo di notte, e non so come riesca perché le mani incominciamo piano piano ad abbandonarmi dal troppo freddo.

Prima ti ho detto della notte che è calata alla sua ora, ma qui c’era già da stamattina, perché l’acqua non arriva mai, ma la notizia che quei gruppi terroristici che tu sei rimasto a combattere nonostante sapessi di tornare sempre a casa sconfitto hanno attaccato ancora, senza guardare in faccia nessuno. Fai vivere la mia speranza, fammi passare questi pochi secondi a credere che tu ora sia a casa nostra, coperto solo dal mio pensiero; perché dai noi fa quel caldo che ti copre l’anima e non c’è bisogno di coperte, sta notte copriti solo di noi.

FOTO2La guerra qui non arriva attraverso il rumore dei missili, qui arriva grazie ad un tweet, ad un post su Facebook o attraverso la gente che ci urla addosso la morte perché credono che siamo noi, siamo noi i portatori di questa sciagura, che portiamo la malattia che uccide.

Sapessero la verità, sapessero che sono qui da loro senza te perché tu, unico eroe che ho visto vivere mi hai chiesto di scappare per salvare l’unica cosa che è rimasta del nostro amore, che sento crescere ogni giorno lentamente e con il suo tempo dentro me, lontano da quell’orrore, quello che noi viviamo tutti i giorni. Sapessero che io faccio fatica perfino a scrivere perché il freddo e le lacrime mi portano via la voglia di restare in questo schifo che chiamano mondo, resterebbero d’un fiato e forse mi aiuterebbero a vincere la mia di guerra, quella di sentire il vento della felicità o più semplicemente il tuo profumo che mi si perde addosso.

Una penna che ho rubato ad un giornalista l’altro giorno è diventata la mia salvezza. E’ così semplice con il suo aiuto vedere i tuoi capelli scuri qui vicino, è ponte che collega mente e cuore, e tu sei indelebile sia nella mente sia nel cuore.

Inizio a credere che Dio si è stancato della nostra follia e ci abbia abbandonato.

FOTO 3 rosa pennaL’amore forte comunque è collegato da un filo rosso che ci tiene, e ci fa restare uniti seppur lontani, questa storia me l’ha raccontata una giornalista che l’altro giorno ci ha raggiunto per scrivere del piccolo nato nel fango. Mi ha stupito perché non si è fermata solo per scrivere due righe ma è andata oltre, ci ha portato del cibo, ci ha regalato un po’ dei suoi vestiti e del suo amore, ed ho capito che il bene è arrivato anche qui: è stata una boccata d’ossigeno, di vita. Comunque gli orientali credono in quel filo rosso e voglio crederci anche io. Noi ci ritroveremo e continueremo ad amarci.

 Fa freddo e la mano ha smesso di scrivere, mi concedo sconfitta a quest’inferno, solo per stanotte.

Una Rosa per tutte le persone che oggi, per mano di quella malattia di cui ti parlavo prima sono morti, senza nemmeno aver voluto giocare, senza nemmeno capire, ed una rosa per te, Io non ho smesso d’amarti, non lo farò mai.

Ho addosso il tuo pensiero, continui ad essere il nostro eroe, anche a Chilometri di distanza.

Tua sempre.

Angelo Ciani per MIfacciodiCultura

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