“Artiste della critica”: le artiste della parola

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Copertina del libroArtiste della critica è un libro, curato da Maura Pozzati ed edito da Corraini, uscito lo scorso dicembre. Si tratta di un lavoro che mira a colmare un vuoto editoriale italiano: mancava in Italia un volume che raccogliesse e raccontasse la vita e il lavoro delle più importanti curatrici, critiche e storiche dell’arte italiane del secondo Novecento. Il libro raccoglie dodici ritratti di donne ordinati per data di nascita, che vogliono essere testimonianza e omaggio al lavoro e all’importanza che questo ha avuto nell’arte e alla determinazione che è stata loro necessaria per andare avanti in un mondo di uomini.

La curatrice del libro inoltre ha voluto affidare ad altrettante donne la stesura dei ritratti, dando voce in questo modo ad altre colleghe che raccontando altre donne in qualche modo svelano anche qualcosa di se stesse, con la volontà di testimoniare quanto il loro lavoro sia importante e quanto, ancora oggi, invece sia spesso sottovalutato.
Affrontati con uno sguardo concreto e intellettuale, molto lontano dall’essere accademico, i ritratti vogliono anche porre la questione dell’importanza che la riflessione critica può avere per le nuove generazioni.

Maura Pozzati
Maura Pozzati

Maura Pozzati con questo lavoro ha voluto omaggiare alcune delle molte donne che si muovono all’interno del mondo dell’arte, spesso con alcune difficoltà. Credo però che il problema sollevato sia di respiro molto più ampio: nel pensiero comune il sessismo è una cosa ormai sconfitta, o quanto meno appartiene a una ristretta categoria di persone che sono considerate ignoranti o arretrate, oppure si fa del sessismo un’altra prova a favore dell’inciviltà di certe cultura (Islam in primis, ma non c’era bisogno di dirlo, forse).
Io credo invece che il sessismo sia qualcosa di profondamente radicato nella nostra cultura e chiunque, soffermandosi un po’ a pensare a quello che vede quotidianamente, potrebbe darmi ragione. Non si tratta solo di disparità a livello di leggi o di posizioni prestigio ricoperte dalle donne (e comunque anche in questo caso i dati sono quanto meno indicativi), quanto del fatto che una donna camminando per strada senta ancora fischi o commenti, che se una donna si arrabbia al lavoro è ancora colpa del ciclo, che una donna non sia libera di vivere apertamente e liberamente la propria sessualità senza che ciò comporti insulti o comunque battute poco divertenti. In ultimo trovo molto significativo che ancora oggi alcune donne possano pensare che una ragazza che ha subito violenze, e che per caso quella sera era uscita di casa vestita in modo succinto, possa essersela cercata.

pagine del libroAl di là di discorsi di questo tipo, che forse vanno anche oltre gli intenti di Maura Pozzati, il libro vuole anche essere un modo per dare la possibilità alle nuove generazioni, e io vorrei aggiungere alle ragazze, che si affacciano al mondo dell’arte e della cultura l’importanza che la riflessione critica riveste in questo campo e la testimonianza del fatto che con duro lavoro e determinazione ce la si può fare.

Critica non è giudizio, è analisi di fenomeni, pensieri e soprattutto persone. È capire in che direzione sta andando l’espressione artistica, quali modi nuovi ha trovato per dar voce all’esperienza umana, quali possono essere le nuove tendenze che influenzeranno le forme dell’arte, ma anche del pensiero.
Tutto ciò che è arte è frutto dell’esigenza universalmente umana di comunicare e trasmettere un messaggio, le arti con i loro così diversi linguaggi ci dicono qualcosa su noi stessi, sul mondo in cui viviamo e in qualche modo su dove stiamo andando.

Il fatto che questo libro non parli solo di arte ma di donne nell’arte e delle difficoltà, ma anche delle soddisfazioni, che una carriera in questo settore può dare è molto interessante. Forse, tanto per le donne nell’arte quanto per l’arte in se stessa, iniziative di questo tipo dovrebbero essere più frequenti e più diffuse: credo fermamente che l’arte e la cultura siano patrimonio di tutti e chiunque dovrebbe goderne e imparare da esse.

Marta Mischiatti per MIfacciodiCultura

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