“Picasso, capolavori incisori e litografici”: low cost o high quality?

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20160220_104733Sarà aperta fino al 30 marzo la mostra su Picasso curata dalla galleria Deodato Arte nella sede di via S. Marta 6 a Milano: Picasso, capolavori incisori e litografici.

Una piccola esposizione, che tenta con coraggio di buttarsi su un nome che è tanto rischioso quanto affascinante: su Pablo Picasso infatti se ne sono viste di tutti i colori e per tutti i gusti. Già quando era ancora in vita era attivo un mercato davvero imponente e variegato, oggi, nel 2016, la situazione è simile se non molto più complessa.
Non sono ampie le pretese ed è proprio questo che la rende una rassegna semplice, sensata, con un obbiettivo: rendere accessibile al pubblico più vasto possibile il possesso di litografie e incisioni del grande artista. Per dire se lo si sia raggiunto occorrerà attendere almeno la fine dell’esposizione.

Picasso, Bacchanale (1959)
Picasso, Bacchanale (1959)

Cerchiamo di procedere con qualche numero: due sono stati gli anni di gestazione per il recupero dei lavori, per lo più litografie e incisioni, tre invece le serie maggiori che vengono racchiuse nel discorso sviluppato dalla mostra stessa. Una cifra impressionante? È quella per Il Minotauro cieco, 145 mila euro. Le quotazioni più basse se possibile impressionano ancora di più: un Picasso litografato e non firmato ma proveniente da libretti autenticati può venire a costare meno di un weekend fuori porta. Chi l’avrebbe mai detto! Molti arriccerebbero il naso e paragonerebbero questa attività ad una sorta di piccola svendita, ma tralasciando prevedibili commenti c’è da evidenziare che diversi disegni denotano una bravura e una grazia davvero particolari, di cui solo Picasso poteva farsi autore.

Un viaggio espositivo, questo, in cui viene selezionata accuratamente una fetta di vita dell’artista: quella dell’amatore delle tecniche sperimentali ma anche delle prove continue e dei bozzetti .

Emergono tra tutte due tipologie: le incisioni multicolore su linoleum (un materiale leggero che Picasso sperimentò al fine di ottenere più colori possibili in una stessa immagine) e le curiose foto scattate da un allievo e amico.

20160220_104709Le raccolte portano nomi decisamente celebri: la Suite Voillard, commissionata dall’omonimo editore, porta con sé esempi classici del Picasso più celebri. Per dei clienti che ricerchino pezzi più inusuali, la serie Celestine (testo della Tragicomedia de Calisto y Melibea) sembra costituita ad hoc. La tecnica litografica infine è affidata al nome e al ricordo dei rapporti del pittore con Fernand Mourlot, il cui studio parigino fu, negli anni 50, visitato spesso e volentieri dall’artista.

Una mostra, per concludere, che ha tante piccole curiosità e alcune chicche come biglietti litografati e un’unica copia autenticata. Per gli amanti dello stile di questo artista immortale, una tappa da non farsi sfuggire. Per tutti gli altri, una piacevole scoperta di come il mercato dell’arte possa trovare il giusto compromesso tra buona qualità, costo davvero abbordabile e interessanti curiosità su un pittore celeberrimo.

Gaia Boldorini per MIfacciodiCultura

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