Back toDay. 22 marzo

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Tutto e subito!” era uno dei motti sessantottini, ma oggi 22 marzo #2mi verrebbe da trasformare lo slogan in “Nudo e subito”. Il 22 marzo del 1921 nasceva Nino Manfredi che, nel periodo di fibrillazione post ’68, stava girando alcuni dei film più redditizi della sua carriera, tra cui il memorabile film storico con tutto il gotha della Commedia all’Italiana “Nell’anno del Signore” (1969, Luigi Magni), ma anche – più calzante per la puntata odierna – l’insistito e consapevolmente volgare “Vedo nudo” (1969, Dino Risi). Nell’ultimo episodio Manfredi interpreta un pubblicitario “elegante, libertino ma banale”, per usare la definizione di una delle sue prede, che stipa le sue réclame di sederi e seni gratuiti (tanto del prodotto pubblicizzato non frega niente a nessuno). La sua routine sessuocentrica muta nel momento in cui comincia a vedere in deshabillé tutte le donne che incontra (e questo lo rende impotente, perché la nudità non è più associata ad alcuno stimolo). Questo episodio è una buona testimonianza del periodo in cui l’Italia (e il mondo) decise di soddisfare gli istinti fino ad allora relegati nell’oscurità, e si lanciò in un’abbuffata che però – a ben vedere – non ha mai saziato la sua pruderie.

http://www.youtube.com/watch?v=WIIPh8UNlXk

Ottantasette anni fa nasceva l’artista giapponese Yayoi Kusama; costei con o senza Sessantotto avrebbe vissuto gli anni ’60 all’insegna della nudità, forte dello scudo (allora più forte che mai) dell’Arte: l’unico indumento consentito ai partecipanti dei suoi happening newyorchesi erano i pois colorati che Yayoi dipingeva sui loro corpi biotti.

Non più sui corpi nudi / tinteggia i suoi pois

ma su vestiti casti… / così è la terza età!

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

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