“Roberto Polillo. Visions of Venice”, la realtà oltre il segno

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Ed ecco, egli rivide l’ineguagliabile approdo, l’allucinante composizione di architetture fantastiche che la Serenissima offre allo sguardo incantato del navigatore in arrivo […] e, guardando, si disse che giungere a Venezia per terra, dalla stazione, era come entrare in un palazzo dalla porta di servizio, e che solo così per nave, dal mare aperto, bisognava accostarsi alla città fra tutte la più inverosimile.

Thomas Mann, Morte a Venezia

download (1) (1)Il fotografo Roberto Polillo, conosciuto dal grande pubblico per i suoi ritratti di musicisti jazz realizzati negli anni ’60, presenta in anteprima alla Alla Casa dei Tre Oci di Venezia, dopo un breve estratto al MIA 2015, la mostra Visions of Venice, in programma fino al 28 marzo 2016.

Visions of Venice è il primo capitolo di Impressions of the World, il progetto che da decenni impegna Polillo, che ha l’obiettivo di catturare il Genius loci di città e paesi del mondo. Un’avventura artistica e spirituale che finora lo ha portato in Marocco, India, Sud Est Asiatico, America Centrale, New Mexico, Miami, Islanda e Italia.

Fonti di ispirazione per il suo universo estetico e culturale le opere dei pittori viaggiatori dell’800 (e in particolare gli orientalisti) e poi Delacroix, Matisse, Renoir, Van Gogh, Turner, De Chirico, gli stessi che antecedentemente hanno utilizzato la luce e le alterazioni spaziali per ricreare nuove visioni di una realtà altrimenti eccessivamente contenuta.

Ma per quanti riferimenti ci siano nelle sue immagini alla pittura moderna e contemporanea, Roberto Polillo crea un suggestivo universo artistico ed estetico del tutto originale e autonomo. La città è osservata in diversi momenti della giornata e di ogni visione reale il fotografo, in veste di pittore, ne modifica colori, luci, forme e spazi per rendere all’osservatore un quadro di “astratto realismo” fuori dalla logica tecnica, per condurre il pensiero verso un luogo ed un momento ideale.

A volte Venezia si presenta come città ottimista, solare, luminosa, altre invece cupa, gotica, misteriosa, e Polillo attraverso le sue manovre artistiche la ripresenta come città eterna che vive oltre lo spazio ed il tempo, dove le linee prospettiche, pur mantenendo il loro ruolo, sono sopraffatte dalle forme che invece non hanno più contorni definiti, come campiture di colore appena abbozzate che riecheggiano nella composizione per creare il soggetto e l’oggetto della foto.

download (6)Una città dall’anima in bilico tra ciò che è e ciò che è visto nella sua struttura architettonica: lo spettatore è portato per mano, condotto verso spazi indefiniti dove i suoni della città sono solo sentiti ma non ascoltati, e i sapori dei colori accendono l’appetito per l’irreale, il fantastico, il luogo dove tutto esiste senza essere obbligatoriamente tangibile.

Usa infatti la macchina fotografica come fosse un pennello: tempi molto lunghi e movimenti di ripresa sempre diversi – verticali, orizzontali, circolari, obliqui, lenti o bruschi a seconda di come lo ispira il soggetto – fanno delle sue fotografie affascinanti rappresentazioni pittoriche della realtà. Il perfezionamento delle immagini avviene poi in post-produzione, fase di elaborazione fondamentale perché permette di declinare le immagini secondo la cifra stilistica di ciascun autore.

 

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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